HC Lugano
Non toccate quel pulsante
Pubblicato il 02.10.2026 08:00
di Sandro Solcà
Cinque punti in altrettante sfide, rendimento degli stranieri non entusiasmante e ultimo posto in classifica. Vista così, la situazione di questo primo Lugano della stagione potrebbe suscitare più di qualche malumore nei tifosi e nell’ambiente esterno alla squadra in generale, ma è bene fare ordine e valutare l’insieme con oggettività. Certo, in casa bianconera ci si poteva aspettare un avvio migliore, memori di quanto vissuto un anno fa, di questi periodi. La graduatoria attuale della National League presenta tredici squadre su quattordici nello spazio ristretto di otto punti, con i soli Lions ormai lanciati verso un consolidamento assai precoce in vetta alla lista. L’ultimo posto della squadra di Mitell è dunque relativo, considerando anche le due partite in meno sulle concorrenti. Di fatto, qualcuno dovrà pur occupare l’ultima piazza: coprirsi di vergogna nella situazione attuale non ha alcun senso logico. Rispetto a dodici mesi or sono, la partenza del Lugano resta comunque migliore. A livello di punti accumulati, il computo fu praticamente uguale a quello attuale, con la differenza che la prima vittoria, un 2-0 tiratissimo contro l’Ajoie nel remake dei playout di qualche mese prima, è arrivata solamente alla quinta giornata. Le prestazioni faticavano ad arrivare, mentre in queste prime settimane si è comunque visto qualcosa di positivo contro due formazioni quotate come Ginevra e Zugo. Meno bene è andata con compagini sulla carta più abbordabili ma affamate di punti. Le tre sconfitte nei tempi regolamentari vanno sicuramente monitorate per via di come sono maturate, ma non devono in alcun modo costringere il club sottocenerino ad attivare il pulsante del panico, né tantomeno avvicinarvisi. Questo nonostante le prestazioni complessive degli import al limite della sufficienza, un Niklas Schlegel meno sicuro della scorsa stagione e pesantemente condizionato da una graniticità difensiva alquanto lacunosa. Già, proprio quella graniticità che aveva fatto le fortune di Thürkauf e compagni nel corso della passata regular season, e che sta condizionando tangibilmente il loro avvio di campionato. Sta probabilmente nel ritrovare il suo tratto più distintivo la chiave per sbloccare una continuità di risultati che sì manca, ma non tanto da generare inutili allarmi. Nel corso del fine settimana alle porte probabilmente capiremo la vera identità di questo Lugano, l’ultimo quarto d’ora abbondante della sfida andata in scena martedì alla Ilfis non può in ogni caso cadere nell’indifferenza, nonostante la situazione non sia da scatenare il panico.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)