Cinque punti in altrettante sfide, rendimento degli
stranieri non entusiasmante e ultimo posto in classifica. Vista così, la
situazione di questo primo Lugano della stagione potrebbe suscitare più di qualche
malumore nei tifosi e nell’ambiente esterno alla squadra in generale, ma è bene
fare ordine e valutare l’insieme con oggettività. Certo, in casa bianconera ci
si poteva aspettare un avvio migliore, memori di quanto vissuto un anno fa, di
questi periodi. La graduatoria attuale della National League presenta tredici
squadre su quattordici nello spazio ristretto di otto punti, con i soli Lions
ormai lanciati verso un consolidamento assai precoce in vetta alla lista. L’ultimo
posto della squadra di Mitell è dunque relativo, considerando anche le due
partite in meno sulle concorrenti. Di fatto, qualcuno dovrà pur occupare l’ultima
piazza: coprirsi di vergogna nella situazione attuale non ha alcun senso logico.
Rispetto a dodici mesi or sono, la partenza del Lugano resta comunque migliore.
A livello di punti accumulati, il computo fu praticamente uguale a quello
attuale, con la differenza che la prima vittoria, un 2-0 tiratissimo contro l’Ajoie
nel remake dei playout di qualche mese prima, è arrivata solamente alla quinta
giornata. Le prestazioni faticavano ad arrivare, mentre in queste prime settimane
si è comunque visto qualcosa di positivo contro due formazioni quotate come
Ginevra e Zugo. Meno bene è andata con compagini sulla carta più abbordabili ma
affamate di punti. Le tre sconfitte nei tempi regolamentari vanno sicuramente
monitorate per via di come sono maturate, ma non devono in alcun modo
costringere il club sottocenerino ad attivare il pulsante del panico, né tantomeno
avvicinarvisi. Questo nonostante le prestazioni complessive degli import al
limite della sufficienza, un Niklas Schlegel meno sicuro della scorsa stagione
e pesantemente condizionato da una graniticità difensiva alquanto lacunosa. Già,
proprio quella graniticità che aveva fatto le fortune di Thürkauf e compagni
nel corso della passata regular season, e che sta condizionando tangibilmente il
loro avvio di campionato. Sta probabilmente nel ritrovare il suo tratto più distintivo
la chiave per sbloccare una continuità di risultati che sì manca, ma non tanto
da generare inutili allarmi. Nel corso del fine settimana alle porte
probabilmente capiremo la vera identità di questo Lugano, l’ultimo quarto d’ora
abbondante della sfida andata in scena martedì alla Ilfis non può in ogni caso cadere
nell’indifferenza, nonostante la situazione non sia da scatenare il panico.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)