FC LUGANO
"Dove andrei? Al Bruges..."
Pubblicato il 02.10.2026 10:16
di L.S.
Mattia Zanotti è alla terza stagione con la maglia del FC Lugano: cresciuto nell’Inter, ha disputato una stagione in prestito al San Gallo, prima che i bianconeri lo acquistassero dai nerazzurri per 2,5 milioni di franchi. A prima vista, un investimento azzeccato.
Il suo nome compare spesso nelle trattative di mercato, anche se il difensore per ora è rimasto a Lugano.
Ieri era ospite di Fuorigioco, dove ha raccontato un po’ della sua vita, del suo presente in bianconero e delle sue ambizioni future.
“Sto recuperando bene dall’infortunio e questa pausa lunga mi sta aiutando a ritrovare la miglior condizione”.
Lo scorso anno il Lugano, scosso anche dalle tante voci di mercato, faticò a inizio stagione: quest’anno invece la musica è diversa.
“Siamo primi, stiamo giocando bene e vogliamo continuare così. Per quanto mi riguarda, anch’io sono più concentrato sul lavoro da fare qui a Lugano: credo che in questo senso siamo stati tutti bravi, giocatori e società. Ora il focus è su questa stagione, poi in futuro vedremo”.
Le voci sono state tante in questi due anni:
“Sì, è vero, ma io cerco di non ascoltarle. Quando ci sarà qualcosa di serio e concreto il mio nuovo procuratore (Federico Pastorello) e la società mi faranno sapere”.
Offerte ce ne sono state, ma non alla cifra che voleva il Lugano:
“Se la società mi ritiene di un certo valore, è giusto che chi mi vuole, paghi questa cifra”.
Se potesse scegliere dove andare, lui avrebbe le idee chiare:
“Tra i tanti nomi di squadre a cui mi hanno accostato, se potessi scegliere, direi Bruges. Una società che fa crescere bene i giocatori e che sta facendo ottime cose anche in Europa. Penso che sarebbe la soluzione ideale”.
E tornare in Italia?
“È senza dubbio il mio sogno, ma voglio farlo quando sarò pronto: a quel momento vorrò avere un ruolo importante in squadra”.
Tra poco ci sarà la Conference League (lui mancherà al debutto contro la Stella Rossa per l’espulsione rimediata contro il Maccabi Tel Aviv):
“È una competizione che ti dà una spinta in più: anche se è la competizione meno importante delle tre, resta qualcosa di speciale. Soprattutto adesso che possiamo farlo nel nostro stadio, davanti al nostro pubblico”.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)