Ci si attendeva una reazione, e puntualmente è arrivata. Una
reazione corale, la quale ha fruttato una prestazione convincente su tutto l’arco
del confronto: la più costante delle sei partite sin qui giocate dal Lugano. Tutti
e sei gli stranieri a punti e autori di quattro delle cinque reti di serata,
una prova collettiva molto solida e nessun calo di concentrazione. Esattamente
ciò che ci si aspettava dopo lo scivolone di Langnau. Poco ha potuto il Rapperswil,
sceso in Ticino orfano del top scorer Jensen e dell’ammalato Nyffeler tra i
pali, al quale va riconosciuta la volontà di rientrare nel match nonostante la superiorità
a tratti netta dei padroni di casa, in particolare durante i primi venti minuti
nei quali i bianconeri non avrebbero rubato niente qualora avessero chiuso il
parziale con uno scarto maggiore, forti delle quattordici conclusioni verso
Punnenovs contro le sole due sangallesi. Detto degli imports finalmente
decisivi e produttivi e di una miglior gestione delle fasi salienti del match,
una menzione la merita certamente Giovanni Morini, finalmente schierato con
regolarità all’interno del quarto blocco e nelle situazioni di inferiorità
numerica. Certo, dal numero 23 non ci si poteva aspettare da subito un ritmo
elevatissimo, ma l’abnegazione è rimasta quella di sempre: quasi impossibile
trovare qualcuno che avesse alcun dubbio a riguardo. Ora i ragazzi di Mitell
sono attesi alla difficile sfida di Porrentruy: fornire la stessa prestazione
in casa del miglior Ajoie dalla promozione nel 2021 a questa parte
significherebbe lanciare definitivamente la propria stagione e alleviare quei
sintomi di mal da trasferta. Un film già visto, poco meno di un anno fa…
(Foto Ticishot-Simone Andriani)