Missione compiuta, la
Svizzera batte la Slovenia, concedendo una prestazione normale,
mostrandosi squadra matura, consapevole dei suoi mezzi e delle sue
potenzialità. La partita la decide Dan Ndoye, tra i migliori in
campo, che mette a segno il suo undicesimo gol con la Nazionale e
mette a referto la presenza numero 40. Solo sei giocatori
dell'attuale rosa hanno disputato più incontri. Il suo talento è
indiscutibile e ora è diventato un punto di riferimento per Murat
Yakin, che si pone l'obiettivo di ringiovanire la formazione. Queste le
parole di Ndoye: “Abbiamo un buon mix di elementi esperti e
nuovi”. Ora per la Nazionale è diventato indispensabile, se
non fondamentale. A proposito della Coppa del Mondo spiega: “È
stata una bella esperienza, ma è il passato. Nel calcio si va sempre
avanti”. Parole sagge e realistiche. L'orizzonte sono gli
Europei del 2028, e lui intende lasciare il suo segno. La sua
carriera è nel pieno, la prima stagione in Premier è stata
complicata, tra cambi di allenatore e infortuni. Ma in quella in
corso sta ritrovando il suo gioco, che nel calcio moderno fa la
differenza, per incisività e capacità di rompere gli schemi, doti
che sono in suo possesso.
NAZIONALE
Gli artigli del leone