Il Circo bianco dello sci, in convegno a Ginevra il 1
ottobre scorso, in preparazione alla nuova stagione, s'interroga su una
possibile novità: mondiali tutti gli anni? La RSI lo ha chiesto ai nostri
atleti più rappresentativi, e i commenti sono stati quasi tutti negativi. La
motivazione? Fare un mondiale tutte le stagioni finirebbe per banalizzare la
competizione. Siamo d'accordo: il fascino di queste competizioni ruota proprio
attorno alla loro periodicità, oltre alla rotazione delle sedi. Marco Odermatt,
riferisce sempre la nostra rete nazionale, propone un'alternativa: andare a
gareggiare a febbraio in località asiatiche o, addirittura, a Dubai sugli
impianti artificiali: una sorta di globalizzazione applicata allo sci.
Lì siamo meno d'accordo: lo sport vive anche di tradizione
e, soprattutto, storia. Puoi portare in Giappone Odermatt e Paris, ma non
Wengen e la Stelvio. E lo spettacolo lo fanno sì gli atleti, ma la pista vale
tantissimo, per non parlare dell'ambiente che la circonda. Per quanto riguarda
invece i mondiali, c'è anche da dire che sono le località sciistiche a spingere
per una ovvia questione di promozione turistica.
E proprio a Ginevra, i membri del Club5, che raccoglie 27
membri delle località organizzatrici, per bocca del presidente, l'altoatesino
Senoner, hanno annunciato per la primavera del 2027 nuove regole che
coinvolgono anche la FIS, presieduta da Alexander Ospelt, e le federazioni
nazionali. Sul tavolo la questione premi e molto altro. Si vorrebbe studiare
qualcosa che coinvolga maggiormente i tifosi, per esempio, e già da questa
stagione, anche se il tempo è poco. La novità di quest'anno sarà Narvik, anche
se c'è ancora qualcosa da limare. Sarebbe stato impensabile arrivare così in
alto qualche anno fa: ma sono gli effetti del cambiamento climatico, anche a
questi livelli.
(Foto SP)