Sci Alpino
Un bivio tra novità e tradizioni
Pubblicato il 04.10.2026 07:00
di Silvano Pulga
Il Circo bianco dello sci, in convegno a Ginevra il 1 ottobre scorso, in preparazione alla nuova stagione, s'interroga su una possibile novità: mondiali tutti gli anni? La RSI lo ha chiesto ai nostri atleti più rappresentativi, e i commenti sono stati quasi tutti negativi. La motivazione? Fare un mondiale tutte le stagioni finirebbe per banalizzare la competizione. Siamo d'accordo: il fascino di queste competizioni ruota proprio attorno alla loro periodicità, oltre alla rotazione delle sedi. Marco Odermatt, riferisce sempre la nostra rete nazionale, propone un'alternativa: andare a gareggiare a febbraio in località asiatiche o, addirittura, a Dubai sugli impianti artificiali: una sorta di globalizzazione applicata allo sci.
Lì siamo meno d'accordo: lo sport vive anche di tradizione e, soprattutto, storia. Puoi portare in Giappone Odermatt e Paris, ma non Wengen e la Stelvio. E lo spettacolo lo fanno sì gli atleti, ma la pista vale tantissimo, per non parlare dell'ambiente che la circonda. Per quanto riguarda invece i mondiali, c'è anche da dire che sono le località sciistiche a spingere per una ovvia questione di promozione turistica. 
E proprio a Ginevra, i membri del Club5, che raccoglie 27 membri delle località organizzatrici, per bocca del presidente, l'altoatesino Senoner, hanno annunciato per la primavera del 2027 nuove regole che coinvolgono anche la FIS, presieduta da Alexander Ospelt, e le federazioni nazionali. Sul tavolo la questione premi e molto altro. Si vorrebbe studiare qualcosa che coinvolga maggiormente i tifosi, per esempio, e già da questa stagione, anche se il tempo è poco. La novità di quest'anno sarà Narvik, anche se c'è ancora qualcosa da limare. Sarebbe stato impensabile arrivare così in alto qualche anno fa: ma sono gli effetti del cambiamento climatico, anche a questi livelli.
(Foto SP)