Con Kupari in soprannumero per la terza volta consecutiva e Schlegel nuovamente a difesa della gabbia, il Lugano è uscito sconfitto dalla trasferta di Porrentruy al termine di un incontro rocambolesco terminato con il punteggio di 5 a 4 a favore degli Ajoulots. Ancora una volta, come ad esempio a Langnau, i ragazzi di Mitell non sono riusciti a gestire un comodo vantaggio nella terza frazione, complici le penalità. Era inoltre la prima volta di Daniel Carr da avversario. Il canadese forse perlomeno in entrata ha sentito un po’ il match, incassando ben due penalità nei primi undici minuti.
La contesa è iniziata bene per i bianconeri, i quali nel corso del primo periodo hanno avuto in mano le redini della sfida, producendo molto di più dell’Ajoie. L’unico rimpianto? Essere andati alla prima pausa con solamente una rete di vantaggio, scaturita dai gol di Sanford e Thürkauf, a cui aveva risposto Smirnovs con il momentaneo pareggio. La seconda frazione è stata più equilibrata, con Schlegel bravo a metterci qualche pezza, in particolar modo su un tentativo di Carr, nervoso sì, ma sempre attivo e desideroso di fare bella figura. Male invece Dahlström, parecchi gli errori del difensore svedese del Lugano in fase difensiva e nei rilanci. L’impressione generale è che tutti gli stranieri dei sottocenerini abbiano ancora ampi margini di miglioramento. Il potenziale è lontano dall’essere espresso in maniera completa. Le note più positive, individualmente parlando, sono arrivate dagli elvetici, con capitan Thürkauf a dare il buon esempio, ma una citazione se la meritano anche l’instancabile Marco Zanetti e Alessio Bertaggia.
Nell’ultima frazione il punto del 3 a 1 ottenuto da Fazzini, una volta in più sontuoso con il suo tiro, su splendido assist di Thomson, sembrava poter rappresentare un bel cuscinetto, ma i 4’ di penalità incassati da Alatalo hanno riportato l’Ajoie in carreggiata. Il fortissimo Anttoni Honka ha confezionato nel successivo powerplay una doppietta. Di nuovo una penalità, stavolta di Lycksell, ha permesso ai giurassiani di operare il sorpasso definitivo con Sopa. Non ancora paghi, è arrivato anche il punto del 5 a 3 di Nättinen, con un Lugano ormai frastornato in balia degli eventi. Quattro gol subiti, dal 46’ al 56’, sono decisamente troppi. Perlomeno, magra consolazione, con i ticinesi a 6 contro 4, è arrivato il gol della speranza di Innala, troppo tardi però per rientrare in partita. Da notare infine che nell’ultima parte del match non si è più visto Canonica, infortunato.
La contesa è iniziata bene per i bianconeri, i quali nel corso del primo periodo hanno avuto in mano le redini della sfida, producendo molto di più dell’Ajoie. L’unico rimpianto? Essere andati alla prima pausa con solamente una rete di vantaggio, scaturita dai gol di Sanford e Thürkauf, a cui aveva risposto Smirnovs con il momentaneo pareggio. La seconda frazione è stata più equilibrata, con Schlegel bravo a metterci qualche pezza, in particolar modo su un tentativo di Carr, nervoso sì, ma sempre attivo e desideroso di fare bella figura. Male invece Dahlström, parecchi gli errori del difensore svedese del Lugano in fase difensiva e nei rilanci. L’impressione generale è che tutti gli stranieri dei sottocenerini abbiano ancora ampi margini di miglioramento. Il potenziale è lontano dall’essere espresso in maniera completa. Le note più positive, individualmente parlando, sono arrivate dagli elvetici, con capitan Thürkauf a dare il buon esempio, ma una citazione se la meritano anche l’instancabile Marco Zanetti e Alessio Bertaggia.
Nell’ultima frazione il punto del 3 a 1 ottenuto da Fazzini, una volta in più sontuoso con il suo tiro, su splendido assist di Thomson, sembrava poter rappresentare un bel cuscinetto, ma i 4’ di penalità incassati da Alatalo hanno riportato l’Ajoie in carreggiata. Il fortissimo Anttoni Honka ha confezionato nel successivo powerplay una doppietta. Di nuovo una penalità, stavolta di Lycksell, ha permesso ai giurassiani di operare il sorpasso definitivo con Sopa. Non ancora paghi, è arrivato anche il punto del 5 a 3 di Nättinen, con un Lugano ormai frastornato in balia degli eventi. Quattro gol subiti, dal 46’ al 56’, sono decisamente troppi. Perlomeno, magra consolazione, con i ticinesi a 6 contro 4, è arrivato il gol della speranza di Innala, troppo tardi però per rientrare in partita. Da notare infine che nell’ultima parte del match non si è più visto Canonica, infortunato.
(PostFinance/KEYSTONE/Ti-Press/Pablo Gianinazzi)