Quindici anni sono già trascorsi dalla scomparsa di Peter Jaks, quel triste 5 ottobre del 2011. Il tempo corre veloce, sembra ieri quando arrivò la triste notizia della sua morte. Anche se poi in fondo, alcuni personaggi che hanno scritto la storia, non muoiono mai e rimarranno impressi per sempre. Vale per cantanti, artisti, inventori, politici, figure religiose e sportive ad esempio. In questi tre lustri si sono forniti ricordi, testimonianze e servizi toccanti sul suo vissuto da campione sportivo e da essere umano. Impossibile aggiungere qualcosa, senza cadere nelle ripetizioni o nelle banalità. Inutile ripetere i suoi numeri che rimarranno verosimilmente ineguagliabili. Pure del suo modo di lavorare in qualità di direttore sportivo ne avevamo già parlato ampiamente passato. E allora? Proviamo a immaginare il Peter di oggi, sessantenne. Cosa farebbe? Sarebbe opinionista in qualche studio TV? Aiuterebbe i vari Borradori e Muggli al fine di migliorare il tiro in qualità di skills-coach? Opererebbe come direttore sportivo in altre società? Avrebbe aperto una sua agenzia per curare gli interessi dei giocatori? Affiancherebbe il suo amico Alex Tamburini al microfono come ai vecchi tempi? Si divertirebbe nel tempo libero a sfidare il fratello Pauli ai rigori? Chi lo sa. Quello che sappiamo è che Peter è sempre nel cuore della gente, lo dimostrano i vari post che stanno spuntando in queste ore. Già, perché appunto ha lasciato una traccia indelebile con le sue gesta. Ciao Peterone!
IN RICORDO DI...
Peter, nessuno ti ha dimenticato!