NATIONAL LEAGUE
Fahrni dice basta
Pubblicato il 05.10.2026 09:06
di Marco Maffioletti
Il debutto nel Berna ad appena 18 anni nel 2021, un mondiale U20 da titolare la stagione seguente. Tutto sembrava apparecchiato per una luminosa carriera. Oggi, a nemmeno 24 anni, Joshua Fahrni dice basta. In forza agli Zsc Lions, sebbene parcheggiato al GCK in Swiss League, l’attaccante tramite una nota ha comunicato d’interrompere immediatamente l’attività. “Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di smettere subito la mia carriera da hockeista. Non è stata una decisione presa alla leggera, ma è il risultato di un’assoluta onestà nei confronti di me stesso. Per avere successo a questo livello ci vogliono quotidianamente convinzione e motivazione. Ecco perché ho deciso d’intraprendere una nuova via”.
Il caso di Fahrni che aveva disputato la sua ultima partita una settimana or sono, è raro, ma non isolato. Ricorda un po’ quello di Dominik Diem. L’attaccante del Kloten appese i pattini al chiodo al termine della stagione 2023-24, con all’attivo 50 partite e 19 punti. Lo fece a soli 27 anni, proprio per lo stesso motivo di Fahrni, ovvero la mancanza di motivazione e la voglia di fare altro nella propria vita professionale. La differenza fu che Diem annunciò con dei mesi di anticipo la sua decisione, che prese alla sprovvista il mondo hockeistico.
Da fuori è difficile capire certe scelte, specialmente forse per giovanissimi ragazzi che sognano di arrivare al professionismo. La verità? Non sempre il mondo del giocatore è fatto di rose e cioccolato. La vita è dura, certo, si può avere la gloria, l’adrenalina, la gioia di poter giocare davanti a migliaia di spettatori e guadagnare dei bei soldini. C’è però anche l’altra faccia della medaglia: gli infortuni, la concorrenza spietata, il fatto di dover sempre essere al top della condizione e sacrificare ad esempio uscite fatte di sana baldoria. Bisogna anche stare attenti all’alimentazione. Inoltre una carriera è corta e per la maggior parte dei giocatori di media-bassa fascia è rappresentata dall’insicurezza contrattuale. Ecco perché in fondo, non è poi così sorprendente che ogni tanto qualcuno decida di rinunciare e mettere fine al professionismo, come appunto Joshua Fahrni oggi e Dominik Diem due anni fa.
(PostFinance/KEYSTONE/Urs Flueeler)