A Bellinzona la situazione si fa grigia: il 4 a 0 di ieri,
contro lo Zurigo ll è stata una bella batosta al morale di tutto l’ambiente.
Dopo il pareggio di una settimana fa con il Breitenrain, nell’esordio di Sannino, si pensava di poter ribaltare subito la situazione e invece, per il momento, i granata restano ancorati all’ultimo posto.
Renato Sergi, presidente dell’ACB, cerca di analizzare con lucidità una situazione tutt’altro che semplice:
“Non ci aspettavamo un risultato del genere, ma dobbiamo continuare a pensare positivo e guardare avanti: l’obiettivo finale resta la salvezza e la classifica, almeno per il momento, è ancora piuttosto fluida”.
Ottimismo per forza, ma qualcosa ovviamente non funziona: 5 punti in dieci partite sono pochi.
“Credo che il problema sia soprattutto mentale: lo Zurigo è una bella squadra, con giovani interessanti e motivatissimi, ma noi eravamo sempre in ritardo su ogni pallone”.
Ha parlato con mister Sannino?
“Si, lo abbiamo fatto dopo la partita. Stiamo cercando tutti assieme di trovare una soluzione. Adesso il mercato, a parte qualche difficile soluzione legata agli svincolati, è chiuso fino a Natale, e dobbiamo affrontare questo finale di 2026 con questa squadra. Resto convinto che questi ragazzi possano fare molto di più, le qualità non mancano”.
L’ultimo posto non aiuta:
“È ovvio che con il passare delle sconfitte la pressione aumenta, soprattutto giocando in una piazza come Bellinzona. L’ho sperimentato anch’io quando ero giocatore. Ora però dobbiamo trovare il modo di ritrovare una certa positività e ripartire”.
Come ha trovato Sannino?
“Era conscio delle difficoltà che avrebbe trovato e perciò questi problemi non devono sorprendere. Siamo entrati in un loop complicato ma possiamo venirne fuori. Anche lui come noi ha tanta voglia di riscattarsi”.
Ieri c’erano 700 spettatori: non malissimo per una squadra ultima in classifica.
“La gente ci sta vicina, ci fa sentire il sostegno e per un certo punto della partita ha cercato di spingere la squadra. Alla fine, con partite del genere, prevale l’amarezza, ma i nostri tifosi continuano a sostenerci”.
In campo la situazione è difficile, fuori invece la situazione sembra lentamente schiarirsi:
“Beh, dopo la chiusura della moratoria, che ci ha fatto perdere energie e qualche possibilità di mercato, stiamo cercando di risolvere le ultime pendenze. Questa situazione prima poteva essere una scusa, ora non può più esserlo”.
Dopo il pareggio di una settimana fa con il Breitenrain, nell’esordio di Sannino, si pensava di poter ribaltare subito la situazione e invece, per il momento, i granata restano ancorati all’ultimo posto.
Renato Sergi, presidente dell’ACB, cerca di analizzare con lucidità una situazione tutt’altro che semplice:
“Non ci aspettavamo un risultato del genere, ma dobbiamo continuare a pensare positivo e guardare avanti: l’obiettivo finale resta la salvezza e la classifica, almeno per il momento, è ancora piuttosto fluida”.
Ottimismo per forza, ma qualcosa ovviamente non funziona: 5 punti in dieci partite sono pochi.
“Credo che il problema sia soprattutto mentale: lo Zurigo è una bella squadra, con giovani interessanti e motivatissimi, ma noi eravamo sempre in ritardo su ogni pallone”.
Ha parlato con mister Sannino?
“Si, lo abbiamo fatto dopo la partita. Stiamo cercando tutti assieme di trovare una soluzione. Adesso il mercato, a parte qualche difficile soluzione legata agli svincolati, è chiuso fino a Natale, e dobbiamo affrontare questo finale di 2026 con questa squadra. Resto convinto che questi ragazzi possano fare molto di più, le qualità non mancano”.
L’ultimo posto non aiuta:
“È ovvio che con il passare delle sconfitte la pressione aumenta, soprattutto giocando in una piazza come Bellinzona. L’ho sperimentato anch’io quando ero giocatore. Ora però dobbiamo trovare il modo di ritrovare una certa positività e ripartire”.
Come ha trovato Sannino?
“Era conscio delle difficoltà che avrebbe trovato e perciò questi problemi non devono sorprendere. Siamo entrati in un loop complicato ma possiamo venirne fuori. Anche lui come noi ha tanta voglia di riscattarsi”.
Ieri c’erano 700 spettatori: non malissimo per una squadra ultima in classifica.
“La gente ci sta vicina, ci fa sentire il sostegno e per un certo punto della partita ha cercato di spingere la squadra. Alla fine, con partite del genere, prevale l’amarezza, ma i nostri tifosi continuano a sostenerci”.
In campo la situazione è difficile, fuori invece la situazione sembra lentamente schiarirsi:
“Beh, dopo la chiusura della moratoria, che ci ha fatto perdere energie e qualche possibilità di mercato, stiamo cercando di risolvere le ultime pendenze. Questa situazione prima poteva essere una scusa, ora non può più esserlo”.