La polemica esplosa dopo le parole di Zvone Boban al
festival dello sport di Trento sul Milan prosegue. Come noto, l'ex numero 10
rossonero aveva candidamente affermato che trova fuori dalla storia che un club
con il blasone di quello milanese debba mettere in cima al proprio orizzonte la
sola qualificazione in Champions. Qualcuno ha così parlato di volontà, da parte
del croato, di destabilizzare l'ambiente, visti i recenti burrascosi rapporti
con la società, mentre tanti tifosi sostengono le opinioni dell'ex giocatore, il
quale è tornato sull'argomento in un'intervista concessa a Radio RAI: "Non
ho capito cosa avrei detto di così particolare sul Milan. Sostengo che il Milan
dovrebbe ambire a vincere, eppure leggo di 'veleno di Boban'. Non capisco
quanto sia cambiata l'idea di cosa dovrebbero essere il Milan e i suoi tifosi:
non possiamo essere mediocri. Se si accetta che l'ambizione massima sia ogni
anno la qualificazione in Champions, significa che quello che ho appreso in
passato e che mi ha trasmesso mio padre guardando Rivera e sperando che io un
giorno potessi ripetere da calciatore ciò che faceva lui non ha più
valore".
Sulla situazione attuale il croato non è ottimista: "Il
gioco non sembra promettere grandi cose. Questo sistema 3-5-2, che diventa un
5-2-3 o un 3-4-3, alla fine si trasforma in una difesa a cinque con i giocatori
sulle fasce che si logorano: non ci vedo troppa logica. Amorim riuscirà ad
andare fino in fondo in Europa League pur con una rosa non profonda? Ne dubito,
come ne dubita gran parte dell'Italia calcistica che analizza la situazione da
più vicino. Da tifoso, ovviamente, mi auguro di sbagliare".
(Foto Wikimedia Commons)