È arrivato in punta di piedi, con delle credenziali non
certo da primo della classe, eppure in questo primo mese scarso di competizione
si sta facendo apprezzare alla grande. William Worge Kreü ha dato prova di
essere un difensore assolutamente valoroso e utile alla causa
dell’Ambrì-Piotta. Certo, non è Jesse Virtanen, ma d’altronde lo si sapeva, le
sue caratteristiche sono ben altre. Il 26enne si è subito calato nella parte e
malgrado non abbia svolto una preparazione estiva ideale, essendo senza
squadra, si è fatto trovare pronto. Da 0 a 100 nello spazio di pochi giorni.
Questo aspetto è in fondo la testimonianza più fedele dell’assoluta
professionalità dell’atleta. Utilissimo in fase difensiva, quasi mai in
difficoltà all’impostazione e abile nel bloccare i tiri avversari (è il secondo
di tutto il campionato dietro solamente a Fey dell’Ajoie), il numero 14 sta
dimostrando di essere più di un semplice cerotto destinato a sfaldarsi con il
tempo. Il suo contratto è determinato e ha una durata di tre mesi. Con il
ritorno di Virtanen che si sta sempre più avvicinando, ci si domanda ora che ne
sarà di Kreü. Al momento del suo ingaggio il presidente Davide Mottis era stato
categorico: “non ci sono i soldi per avere sette stranieri sani e arruolabili
per l’intera stagione, Kreü è unicamente stato ingaggiato per tamponare la
falla lasciata da Virtanen”. In parecchi si chiedono adesso se con la partenza
prematura di Diego Kostner non si sia aperta una possibilità finanziaria per
poter trattenere il difensore sino a fine campionato. Una premessa, l’italiano
ha sicuramente ricevuto una sorta di buyout, probabilmente non di grandi
proporzioni, ma comunque è sbagliato pensare che l’Ambrì si sia liberato di
Kostner senza dover fare un piccolo sacrificio economico. Gli stipendi a Milano
sono ovviamente molto più bassi rispetto a quelli della NL. Ciò detto, è
innegabile che si siano risparmiati dei soldi, anche perché pure Kostner ha
sicuramente rinunciato a qualcosina. Si è dunque effettivamente aperto un
timido spiraglio. La società, stando a nostre informazioni, sta lavorando per
cercare di capire se si possa tenere Kreü, ma la situazione resta difficile e
la politica a livello contabile non cambia di una virgola. Vige la coerenza,
non si spende un centesimo in più di quanto previsto e disponibile. Altro
aspetto da sottolineare, la partenza di Kostner non è stata accelerata o voluta
dall’Ambrì-Piotta al fine di risparmiare un gruzzolo o per appunto poter
finanziare Kreü. La decisione è stata dettata dalla coerenza e dalla
correttezza: coerenza nei confronti del progetto dello staff tecnico,
correttezza nei confronti di un professionista esemplare che altrimenti sarebbe
stato danneggiato. Se Kostner fosse rimasto a guardare ancora a lungo, come era
ormai assodato, ben difficilmente avrebbe trovato un nuovo contratto per la stagione
a venire e non avrebbe nemmeno più avuto la possibilità di ricevere qualche
convocazione dalla Nazionale italiana. Morale della favola? Sperare in un
rinnovo di Kreü e vederlo in biancoblù anche dopo la fine del mese di novembre
non è più completamente utopia, ma guai a illudersi troppo.
(Foto Filippo Zanovello)