HC Lugano
Giù le mani da Schlegel
Pubblicato il 06.10.2026 13:14
di Doriano Baserga
Leggendo qua e là sui social, la tendenza è quella di attribuire la responsabilità dei risultati negativi di questo Lugano di inizio stagione a Niklas Schlegel. La colpa sarebbe tutta del portiere zurighese? Assolutamente no. Schlegel non è il problema. La squadra bianconera sta attraversando una fase nella quale concede troppi momenti a vuoto, in particolare nel terzo tempo a risultato praticamente acquisito. Una situazione evidente, che non può certo essere imputata al portiere. Spetta piuttosto allo staff tecnico trovare i rimedi necessari per correggere la rotta e riportare in pista il Lugano della scorsa stagione. Siamo già a ottobre e i punti iniziano a pesare davvero. La classifica comincia a delinearsi e ogni punto lasciato per strada potrebbe, alla fine, rivelarsi determinante nella corsa alla qualificazione diretta ai playoff. Sì, perché questo Lugano ha il potenziale per entrare nelle prime sei. La concorrenza è tanta e il campionato è estremamente equilibrato, ma una volta trovata la giusta chimica sono convinto che i bianconeri possano risalire la classifica.
La squadra ha cambiato pelle, soprattutto con l'inserimento dei nuovi stranieri che devono ancora integrarsi pienamente nel sistema di gioco voluto da Mitell. Parliamo di giocatori di grande classe e con un recente passato che parla per loro. Il problema, semmai, è trovare la giusta amalgama. E qui entra in gioco la bravura di Tomas Mitell, chiamato a mettere insieme i diversi pezzi del puzzle e a trasformare il talento individuale in forza collettiva. Il Lugano non è ancora una squadra perfettamente sincronizzata sul ghiaccio e, in un campionato così livellato, ogni errore viene pagato a caro prezzo. I bianconeri devono quindi trovare quella compattezza indispensabile per emergere e dare continuità alle proprie prestazioni.
Per questo motivo, niente processo a Schlegel e fiducia a tutto l'ambiente. Gli import sembrano essersi sbloccati e ora dovranno soprattutto assimilare e mettere in pratica le idee del tecnico svedese, il quale ha già dimostrato quanto il suo sistema possa essere efficace quando viene seguito da tutta la squadra. Il Lugano ha ancora tutto il tempo e, soprattutto, le qualità per cambiare marcia. Ma è arrivato il momento di trovare quella chimica che finora è mancata.
(Foto Filippo Zanovello)