Leggendo qua e là sui social, la tendenza è quella di
attribuire la responsabilità dei risultati negativi di questo Lugano di inizio
stagione a Niklas Schlegel. La colpa sarebbe tutta del portiere zurighese?
Assolutamente no. Schlegel non è il problema. La squadra bianconera sta
attraversando una fase nella quale concede troppi momenti a vuoto, in
particolare nel terzo tempo a risultato praticamente acquisito. Una situazione
evidente, che non può certo essere imputata al portiere. Spetta piuttosto allo
staff tecnico trovare i rimedi necessari per correggere la rotta e riportare in
pista il Lugano della scorsa stagione. Siamo già a ottobre e i punti iniziano a
pesare davvero. La classifica comincia a delinearsi e ogni punto lasciato per
strada potrebbe, alla fine, rivelarsi determinante nella corsa alla
qualificazione diretta ai playoff. Sì, perché questo Lugano ha il potenziale
per entrare nelle prime sei. La concorrenza è tanta e il campionato è
estremamente equilibrato, ma una volta trovata la giusta chimica sono convinto
che i bianconeri possano risalire la classifica.
La squadra ha cambiato pelle, soprattutto con l'inserimento
dei nuovi stranieri che devono ancora integrarsi pienamente nel sistema di
gioco voluto da Mitell. Parliamo di giocatori di grande classe e con un recente
passato che parla per loro. Il problema, semmai, è trovare la giusta amalgama. E
qui entra in gioco la bravura di Tomas Mitell, chiamato a mettere insieme i diversi
pezzi del puzzle e a trasformare il talento individuale in forza collettiva. Il
Lugano non è ancora una squadra perfettamente sincronizzata sul ghiaccio e, in
un campionato così livellato, ogni errore viene pagato a caro prezzo. I
bianconeri devono quindi trovare quella compattezza indispensabile per emergere
e dare continuità alle proprie prestazioni.
Per questo motivo, niente processo a Schlegel e fiducia a
tutto l'ambiente. Gli import sembrano essersi sbloccati e ora dovranno
soprattutto assimilare e mettere in pratica le idee del tecnico svedese, il quale ha già
dimostrato quanto il suo sistema possa essere efficace quando viene seguito da
tutta la squadra. Il Lugano ha ancora tutto il tempo e, soprattutto, le qualità
per cambiare marcia. Ma è arrivato il momento di trovare quella chimica che
finora è mancata.
(Foto Filippo Zanovello)