La Svizzera di calcio
femminile vuole andare ai prossimi Mondiali, che si terranno nel
2027 in Brasile, ma deve passare attraverso gli spareggi. Il primo si terrà tra
il 9 (andata in Ungheria) e il 13 ottobre (ritorno a Sion), è
l'avversario sarà Israele. E inevitabilmente sono nate discussioni,
cercando di contenere toni polemici. Si parlava anche di decisioni
drastiche, ossia il boicottaggio della partita. Che fare? Nella
giornata di lunedì Johan Djourou, il direttore tecnico della
Nazionale, aveva comunicato che ci sarebbe stato un confronto tra la
“squadra e l'allenatore”. E la Federazione ha inteso
ascoltare ogni singola giocatrice, asserendo di volere rispettare le
loro singole idee a proposito. Dal confronto sono scaturite una serie
di decisioni: nessun boicottaggio; nessuna protesta in campo; le
singole calciatrici hanno il diritto di non giocare. Djourou è
perentorio: “È difficile vedere quello che succede a donne e
bambini”, aggiunge: “Non sono per la guerra, sono sempre
per la pace”, ma “dobbiamo concentrarci sul calcio e
rispettare le giocatrici di Israele”. E questa posizione è
condivisa da dirigenti, squadra e allenatore.
NAZIONALE FEMMINILE
Nessuna protesta contro Israele