La telenovela Philipp Kurashev continua a tenere banco.
L’attaccante, come riportato dal “Blick”, ha cambiato agente nel tentativo di
riuscire a strappare un nuovo contratto oltreoceano. La sua priorità resta la
NHL, questo malgrado abbia ovviamente iniziato da tempo a sondare il mercato
elvetico. Parliamoci chiaro, è assolutamente giustificato che il giocatore
abbia come obiettivo di restare nel teatro più prestigioso dell’hockey. Questa
attitudine parla per lui e gli fa onore. Certo però, che mai come in questo caso,
un’eventuale scelta indigena appare un semplice piano B. Ed ecco che allora
qualsiasi club deve veramente ponderare bene il da farsi. Anche perché, pure in
caso di rientro alla base, Kurashev vedrebbe questa tappa come una semplice
fase temporanea con la speranza di poter poi tornare in un secondo momento in
Nordamerica. Tutto lecito e giusto. Il problema? L’investimento finanziario da
fare è enorme e con un “commitment” del genere bisogna chiedersi più volte se
tutto ciò abbia un senso. Vale la pena spendere così tanti soldi per un
elemento che in fondo “non vorrebbe nemmeno essere qui”? Per qualcuno che alla
prima occasione prende le valigie e se ne va? E inoltre come verrebbe accolto e
visto dal resto dei compagni, considerando anche il grande salario che verrebbe
a incassare? E siamo sicuri che performerebbe ai livelli di un Denis Malgin,
risultando dominante, giustificando dunque l’investimento e il rischio di
mettere a repentaglio i sani equilibri all’interno di uno spogliatoio? Kurashev
è indubbiamente dotato di grande talento, ha dimostrato a sprazzi il suo potenziale,
ma non è mai stato un vero leader, qualcuno dalla personalità forte. Anche in
Nazionale, pur dando il suo valido contributo, non ha mai fatto sfracelli o particolarmente
impressionato, ricoprendo per la maggior parte un ruolo secondario. Felice di
sbagliarmi, ma la mia opinione è che si rischia di comprare una Alpine 110S al
prezzo di una Maserati MC20.
(Foto YouTube)