HC LUGANO
Morini che prodezza
Pubblicato il 08.10.2026 08:11
di Marco Maffioletti
La bella e convincente vittoria esterna del Lugano in quel di Losanna rimarrà impressa nella memoria per la splendida cavalcata di Giovanni Morini. Una quindicina di secondi indelebili che fotografano la sua carriera. Siamo al minuto 24, i bianconeri sono in inferiorità numerica. Alla balaustra l’attaccante italiano lotta contro due avversari, non i primi arrivati: il canadese Lazar e il difensore Vouardoux. Come se non bastasse arriva anche un altro avversario, ovvero Inaki Baragano. Sarebbe in fondo già una prodezza se Morini riuscisse semplicemente a buttare fuori il disco dal proprio terzo: e invece? Giovanni non si accontenta “del compitino”, che poi tale nemmeno è. Con caparbietà e prepotenza esce vincitore da una battaglia sulla carta impari, ha ancora incredibilmente la forza per involarsi verso Pasche, il disco sembra scappargli via, l’estremo difensore esce, Morini con una residua goccia di benzina effettua un ultimo disperato colpo di reni, il disco si tramuta in un flipper, finisce sul volto del giocatore e termina in fondo al sacco. Che tripudio, che spettacolo, semplicemente Giovanni Morini in tutta la sua essenza. Quella del gladiatore che non molla mai. È l’apice del successo bianconero, un 5 a 2 assolutamente convincente. I sottocenerini hanno giocato con ordine e pulizia, sono stati bravi in fase d’impostazione. Una citazione va anche a Niklas Schlegel, incolpevole sulle reti incassate e abile a tirare fuori qualche parata importante. Parate che hanno permesso di scacciare i fantasmi che aleggiavano nella terza frazione, con il Lugano una volta in più comodamente in vantaggio. Questa volta non c’è stato nessun harakiri, e il sospiro di sollievo è decisamente grande. A livello individuale, un plauso se lo merita Shore, molto dominante agli ingaggi. Buone le prove anche di Aleksi Peltonen, Marco Zanett, Lassi Thomson e Jere Innala. Più in ombra invece il rientrante Kupari, schierato al posto di Lycksell.