La
bella e convincente vittoria esterna del Lugano in quel di Losanna
rimarrà impressa nella memoria per la splendida cavalcata di
Giovanni Morini. Una quindicina di secondi indelebili che fotografano
la sua carriera. Siamo al minuto 24, i bianconeri sono in inferiorità
numerica. Alla balaustra l’attaccante italiano lotta contro due
avversari, non i primi arrivati: il canadese Lazar e il difensore
Vouardoux. Come se non bastasse arriva anche un altro avversario,
ovvero Inaki Baragano. Sarebbe in fondo già una prodezza se Morini
riuscisse semplicemente a buttare fuori il disco dal proprio terzo: e
invece? Giovanni non si accontenta “del compitino”, che poi tale
nemmeno è. Con caparbietà e prepotenza esce vincitore da una
battaglia sulla carta impari, ha ancora incredibilmente la forza per
involarsi verso Pasche, il disco sembra scappargli via, l’estremo
difensore esce, Morini con una residua goccia di benzina effettua un
ultimo disperato colpo di reni, il disco si tramuta in un flipper,
finisce sul volto del giocatore e termina in fondo al sacco. Che
tripudio, che spettacolo, semplicemente Giovanni Morini in tutta la
sua essenza. Quella del gladiatore che non molla mai. È l’apice
del successo bianconero, un 5 a 2 assolutamente convincente. I
sottocenerini hanno giocato con ordine e pulizia, sono stati bravi in
fase d’impostazione. Una citazione va anche a Niklas Schlegel,
incolpevole sulle reti incassate e abile a tirare fuori qualche
parata importante. Parate che hanno permesso di scacciare i fantasmi
che aleggiavano nella terza frazione, con il Lugano una volta in più
comodamente in vantaggio. Questa volta non c’è stato nessun
harakiri, e il sospiro di sollievo è decisamente grande. A livello
individuale, un plauso se lo merita Shore, molto dominante agli
ingaggi. Buone le prove anche di Aleksi Peltonen, Marco Zanett, Lassi
Thomson e Jere Innala. Più in ombra invece il rientrante Kupari,
schierato al posto di Lycksell.
HC LUGANO
Morini che prodezza