Ha
fatto discutere, ed ancora in parte lo fa, la richiesta di criteri
imposti dall’Ambrì a livello fisico che hanno ritardato il debutto
stagionale di Inti Pestoni, ma la verità è che essi per alcuni
coach esistono da una vita. Charlie McCormick (purtroppo deceduto nel
2021) allenava nel 1991 a Bellinzona (35 anni orsono!) e aveva un
criterio rigido uguale per tutti: le sessions al Comunale sulla pista
di atletica. Ad esempio il limite per gli 800 metri era di 2 minuti e
15 secondi. Giusto per capire, il record del Mondo sul doppio giro di
David Rudisha è di 1’40”91. In squadra c’era un fenomeno
atletico, Pat Durham, fisico alla Jordan, poi passato anche in NBA
con Golden State e Minnesota. Scese, e pure di molto sotto i 2
minuti, quindi il playmaker (40 chili orsono) lo tenne il possibile
per scendere pure sotto i 2 minuti. Il sottoscritto per farla breve.
Mike Davis, il nostro pivot che amava anche il tiro da 3 punti non ce
la faceva. Sempre sopra il 2’15”, tra momenti dove persino
vomitava e quasi piangeva. Era una scelta ingiusta, far correre un
208 cm di altezza, dalle movenze da pivot, con gli stessi criteri di
altri avvantaggiati morfologicamente. E qua semplicemente si chiude
il cerchio di questa metodologia. I criteri è giusto imporli, essi
devono però tener conto del fisico degli atleti, le loro
specificità. Non è una critica all’Ambrì, se non si conoscono i
criteri dare un giudizio sarebbe scorretto. Ma è per ricordare che
da tantissimi anni essi esistono. Mike non superò mai quei criteri,
fece più atletica che basket in estate, ma Charlie (nella foto con
la maglia del Lugano contro il sottoscritto) nemmeno iniziò la
stagione, silurato a pochi giorni dall’inizio del campionato per
far spazio a Pino Giergia.
BASKET
I test fisici esistono da una vita