Come da tradizione, il Gran Piemonte, quest'anno con
partenza ad Asti e arrivo a Bra, costituisce il lancio del Lombardia, in
programma sabato. Non tutti i big, tuttavia, hanno deciso di utilizzare la
corsa piemontese per affinare la gamba in vista della classica delle foglie
morte: troppo intensa la stagione, e preminente la necessità di saper dosare le
forze, per giocarsi le probabilità di vittoria nel fine settimana in quello
che, tempo fa, veniva definito anche mondiale d'autunno, per rimarcarne
l'importanza. Oltretutto, la gara di oggi presentava diverse difficoltà, con
una decina di salite totali e, soprattutto, il circuito finale, con la salita
della Morra da ripetere due volte. A 1800 m circa dall’arrivo la strada sale
inizialmente con pendenze agevoli (2/3%) che poi crescono sino al 5% con punte
dell’8% poco prima dell’ultimo chilometro. Insidioso, poi, l'arrivo finale, con
una curva a 90° sulla destra a circa 400 metri dall'arrivo, seguita da una S e
dal rettilineo finale, in leggera ascesa. In definitiva, non ce la sentiamo di
biasimare chi ha preferito rimanere davanti alla televisione. Suggestivo, alla
partenza di Asti, l'omaggio del gruppo a Damiano Caruso della LIDL-Trek,
all'ultima gara, con i colleghi che gli hanno tributato un saluto particolare,
sollevando le bici al suo passaggio, in una sorta di presentat-arm ciclistico:
evidentemente, chi ha seminato rispetto in carriera, lo riceve con gli
interessi.
La gara ha visto inizialmente un tentativo di fuga da
lontano, con una decina di atleti, rimasti in otto prima del circuito finale,
raggiunti prima che la gara entrasse nel vivo. Finale da cardiopalma: quando
Isaac Del Toro è partito, all'ultimo passaggio sulla Morra, con il solo
Fisher-Black a resistergli, la corsa è sembrata segnata. E invece il corridore
della UAE ha probabilmente chiesto troppo a sé stesso, tentando di staccare il
compagno di fuga sulle ultime rampe dell'ascesa, per poi cercare di prendere il
largo in discesa, dove è uno dei migliori del gruppo. Invece, il tentativo del
messicano è naufragato, col neozelandese che lo ha raggiunto a pochi chilometri
dal traguardo. I due, con una manciata di secondi da gestire, hanno però
trovato un accordo troppo tardi: il gruppo, tirato dalla Neos e dalla Astana,
li ha così raggiunti a un chilometro circa dalla conclusione. La volata finale
è stata poi appannaggio di Dorian Godon della Neos, con Anton Charmig della Uno
X-Mobility al posto d'onore e l'italiano Alberto Bettiol sull'ultimo gradino
del podio.
Peccato per Del Toro: probabilmente ha pensato che in un
arrivo in volata con Fisher-Black avrebbe rischiato di perdere, e ha fatto di
tutto per staccare il neozelandese il quale, forse, avrebbe dovuto collaborare
con maggiore intensità col messicano, anche se, va detto, il gruppo viaggiava
5/6 chilometri orari più veloce negli ultimi chilometri, quando la strada è
tornata pianeggiante. Troppo forti l'Astana e la Neos, coadiuvate da altre
compagini con velocisti in squadra, per consentire alla UAE di spezzare i cambi
in testa al gruppo. Tutta esperienza, comunque, per il corridore
centroamericano ma sanmarinese d'adozione.
Euforico il vincitore: "Il percorso di oggi, meno
duro degli anni passati, era di mio gradimento. La squadra ha lavorato tanto
nel finale, portandomi all’ultima curva in terza posizione. Da lì dovevo solo
spingere al massimo fino al traguardo. Con questa sono sette le vittorie
stagionali in quello che è il mio nuovo team. Mi piacciono questi finali
insidiosi, ce ne sono tanti nelle corse italiane ed è per questo che mi piace
correre qui”.
(Foto SP)