Per lunghi tratti, se non fosse stato per i tanti mesi di
distanza, avremmo potuto dire che per qualche strano motivo il quarto di finale
della scorsa stagione si sia dovuto rigiocare: ritmo, intensità, fisicità e le
lunghe fasi senza interruzioni ci hanno riportato ai playoff, e come nel marzo
scorso sono stati ancora gli ZSC Lions ad avere la meglio su un ottimo Lugano,
sempre più in crescita e sempre più consapevole dei propri mezzi. Gli zurighesi
mantengono dunque l’imbattibilità, il polsino chirurgico di Dean Kukan dopo 1’35’’
di overtime è una sentenza su quanto successo qualche secondo prima, con il disco
del 3-2 capitato sul bastone di Luca Fazzini, il quale ha perso l’attimo buono
tardando la conclusione dalla sua mattonella, favorendo il contropiede del difensore
della Nazionale. I bianconeri muovono comunque la classifica strappando un
punticino alla truppa di Claude Julien, impresa sin qui riuscita solamente al Losanna,
con il rammarico che si mischia alla consapevolezza. Sì, perché i ragazzi di Tomas
Mitell conducevano fino al 58’13’’ grazie alla rete in shorthand di Ramon
Tanner. O meglio, in Shore-thand, poiché il merito del provvisorio 2-1 va dato
tutto al numero 73, protagonista di una partita superlativa per intelligenza e
pulizia del gioco. Un vantaggio non frutto del caso, nato da una prestazione
molto simile a quelle viste nell’ultimo postseason. Dopo lo 0-1 iniziale di Tim
Berni e un’entrata in materia non di certo entusiasmante, culminata con un breakaway
di Denis Malgin ben disinnescato da uno Schlegel costante e sul pezzo per tutto
il confronto, i padroni di casa non hanno abbassato la testa e hanno saputo
farsi preferire con l’avanzare del match, fino ad ottenere il pareggio con il
solito Thürkauf, bravo a finalizzare una pregevole triangolazione gestita da
Alatalo e Innala. L’attaccante finlandese è sempre più coinvolto, e zitto zitto
può vantare una media di un punto a partita, tanto da insidiare il capitano
nella graduatoria dei migliori marcatori. Chapeau. In conclusione, il Lugano è
una squadra che ha confermato la sua crescita ed è finalmente parsa più
concentrata: poco ha potuto sul forcing finale dei Lions, come poco ha potuto
fino a questa sera tutto il resto della National League.
(Foto Keystone/Ti-Press/Andrea Branca)