HC Lugano
Il Lugano convince, lo Zurigo vince
Pubblicato il 09.10.2026 20:46
di Sandro Solcà
Per lunghi tratti, se non fosse stato per i tanti mesi di distanza, avremmo potuto dire che per qualche strano motivo il quarto di finale della scorsa stagione si sia dovuto rigiocare: ritmo, intensità, fisicità e le lunghe fasi senza interruzioni ci hanno riportato ai playoff, e come nel marzo scorso sono stati ancora gli ZSC Lions ad avere la meglio su un ottimo Lugano, sempre più in crescita e sempre più consapevole dei propri mezzi. Gli zurighesi mantengono dunque l’imbattibilità, il polsino chirurgico di Dean Kukan dopo 1’35’’ di overtime è una sentenza su quanto successo qualche secondo prima, con il disco del 3-2 capitato sul bastone di Luca Fazzini, il quale ha perso l’attimo buono tardando la conclusione dalla sua mattonella, favorendo il contropiede del difensore della Nazionale. I bianconeri muovono comunque la classifica strappando un punticino alla truppa di Claude Julien, impresa sin qui riuscita solamente al Losanna, con il rammarico che si mischia alla consapevolezza. Sì, perché i ragazzi di Tomas Mitell conducevano fino al 58’13’’ grazie alla rete in shorthand di Ramon Tanner. O meglio, in Shore-thand, poiché il merito del provvisorio 2-1 va dato tutto al numero 73, protagonista di una partita superlativa per intelligenza e pulizia del gioco. Un vantaggio non frutto del caso, nato da una prestazione molto simile a quelle viste nell’ultimo postseason. Dopo lo 0-1 iniziale di Tim Berni e un’entrata in materia non di certo entusiasmante, culminata con un breakaway di Denis Malgin ben disinnescato da uno Schlegel costante e sul pezzo per tutto il confronto, i padroni di casa non hanno abbassato la testa e hanno saputo farsi preferire con l’avanzare del match, fino ad ottenere il pareggio con il solito Thürkauf, bravo a finalizzare una pregevole triangolazione gestita da Alatalo e Innala. L’attaccante finlandese è sempre più coinvolto, e zitto zitto può vantare una media di un punto a partita, tanto da insidiare il capitano nella graduatoria dei migliori marcatori. Chapeau. In conclusione, il Lugano è una squadra che ha confermato la sua crescita ed è finalmente parsa più concentrata: poco ha potuto sul forcing finale dei Lions, come poco ha potuto fino a questa sera tutto il resto della National League.
(Foto Keystone/Ti-Press/Andrea Branca)