Un disco
che saltella beffardamente a pochi metri dalla porta avversaria e che non trova
l’impatto con il bastone.
Non una cosa da Fazzini, diciamocelo subito: lui, cecchino nato, forse il miglior polsino del campionato, ha conosciuto probabilmente il momento più atroce per un giocatore con le sue qualità.
Lui, che ama e gioca al golf, è stato malaugurato protagonista di un “air-shot”, un colpo a vuoto, uno di quelli che muove solo un po’ d’aria.
Ci è rimasto male il Fazz, che mentre si rendeva conto della ghiotta occasione fallita, si girava e vedeva gli avversari ripartire in contropiede e chiudere la partita con il gol di Kukan.
Mentre lo Zurigo festeggiava con un abbraccio la vittoria, lui scuoteva la testa, come a chiedersi come sia potuto capitare. Sicuramente, una cosa del genere non gli era mai successa.
Fazzini, ragazzo con la testa sulle spalle e che non scappa mai dalle sue responsabilità, si è comunque presentato davanti ai microfoni della RSI dopo la partita. Non ha nascosto la delusione e ha ammesso che quel disco saltellante non lo avrebbe fatto dormire bene la notte.
Sono cose difficili da digerire, ma che capitano, anche ai campioni come lui. Non bisogna farne una tragedia, è lo sport, che insegna a cadere e rialzarsi. Magari già stasera a Bienne.
Perché quelli come lui, non sbagliano due volte.
Occhio al disco, caro Fazz.
Non una cosa da Fazzini, diciamocelo subito: lui, cecchino nato, forse il miglior polsino del campionato, ha conosciuto probabilmente il momento più atroce per un giocatore con le sue qualità.
Lui, che ama e gioca al golf, è stato malaugurato protagonista di un “air-shot”, un colpo a vuoto, uno di quelli che muove solo un po’ d’aria.
Ci è rimasto male il Fazz, che mentre si rendeva conto della ghiotta occasione fallita, si girava e vedeva gli avversari ripartire in contropiede e chiudere la partita con il gol di Kukan.
Mentre lo Zurigo festeggiava con un abbraccio la vittoria, lui scuoteva la testa, come a chiedersi come sia potuto capitare. Sicuramente, una cosa del genere non gli era mai successa.
Fazzini, ragazzo con la testa sulle spalle e che non scappa mai dalle sue responsabilità, si è comunque presentato davanti ai microfoni della RSI dopo la partita. Non ha nascosto la delusione e ha ammesso che quel disco saltellante non lo avrebbe fatto dormire bene la notte.
Sono cose difficili da digerire, ma che capitano, anche ai campioni come lui. Non bisogna farne una tragedia, è lo sport, che insegna a cadere e rialzarsi. Magari già stasera a Bienne.
Perché quelli come lui, non sbagliano due volte.
Occhio al disco, caro Fazz.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)