CICLISMO
In gruppo pedala un giovanissimo fenomeno
Pubblicato il 11.10.2026 02:42
di Silvano Pulga
Diciamolo: Paul Seixas della Decathlon CMA CGM Team non ha semplicemente vinto la 120° edizione del Lombardia, ma lo ha fatto con un gesto tecnico alla Tadej Pogačar, andandosene via da solo al primo passaggio sul Civiglio, senza praticamente mai girarsi a vedere dov'erano gli avversari. In un colpo solo è diventato il più giovane della storia a vincere questa classica monumento e ha lanciato il guanto di sfida a "quelli bravi". Il francese ha messo in fila tutti i favoriti della vigilia: da Giulio Ciccone, ansioso di rifarsi dopo la delusione dell'europeo perso in volata per pochi millimetri, e finito comunque terzo (secondo lo spagnolo Enric Mas), a Tom Pidcock, vincitore della Milano-Torino questa primavera e secondo sia al Giro dell'Emilia che alla Tre Valli Varesine, passando per il neocampione del Mondo McNulty, assieme al compagno di squadra Isaac Del Toro e, naturalmente, Remco Evenepoel, fresco campione d'Europa e grande favorito per questa edizione. Il belga, nel 2020, proprio al Lombardia rischiò la vita in una caduta sulla strada per Nesso, vicino a Zelbio. 20 anni per il vincitore, 120 volte per il Lombardia: una corsa che è da tempo leggenda, che sfiora anche il Ticino, e che chiude praticamente la stagione del ciclismo professionistico. Un percorso come sempre selettivo: un primo antipasto di salite sulle Prealpi Orobiche (Bocche del Gavarno, salita di Selvino, Colle di Berbenno e Valpiana) prima di arrampicarsi sul versante “Giovenzana” del Colle Brianza (una novità), per poi puntare su Lecco, costeggiando quindi il Lario sino a Bellagio. Da lì, i corridori hanno affrontato il Ghisallo, oggi ovviamente meno terribile rispetto ai tempi eroici di Fausto Coppi e Hugo Koblet, quando la strada era sterrata: ma la salita presenta pendenze fino al 14% su strada ampia con diversi tornanti. Da lì la corsa è planata rapidamente su Como, dove gli atleti hanno affrontato due volte un circuito di 22 km, con la salita di San Fermo della Battaglia, ben conosciuta anche dagli appassionati ticinesi. Tanto il pubblico sul percorso, nonostante la meteo non favorevolissima: l'amore per le due ruote è sempre grandissimo. Molto toccante, invece il ricordo, fatto alla partenza di Bergamo da Remco Evenepoel, a nome di tutto il gruppo, di Fynlay Tarling, fratello minore di Joshua, morto il 14 agosto al Giro del Portogallo, a causa di un'auto inseritasi nel percorso. La gara è stata subito nervosa, con partenza di una fuga dopo una manciata di km, che ha preso in alcuni momenti un vantaggio di oltre 2', spaccandosi sulla salita del Ghisallo, dove il neozelandese O'Connor ha fatto la selezione, con il gruppo dietro in caccia. La corsa, come previsto alla vigilia, si è risolta nel circuito finale, letteralmente preso d'assalto dai tifosi, tra i quali anche qualche ticinese con tanto di bandiera rossocrociata esposta. Bravissimo Seixas a guardare in faccia gli avversari, rendendosi conto di poter tentare la fuga solitaria, con un'azione decisa e alla quale nessuno è stato in grado di rispondere in maniera efficace. La UAE non è riuscita a domare la gara, e Isaac Del Toro, al momento decisivo, non era dove doveva essere, forse perché non ne aveva la forza. Remco Evenepoel è stato sempre tra i primi in testa al gruppo, ma anche lui non ha avuto la forza per rispondere presente all'azione del giovanissimo francese. Il quale, dopo aver fatto vedere in stagione delle belle cose, ora ha alzato il dito per dire che c'è. Niente male. Il vincitore ha poi voluto sottolineare, in conferenza stampa, l'importanza della vittoria anche per il movimento ciclistico francese: immaginiamoci, infatti, cosa potrebbe significare, in un futuro prossimo, un francese seriamente in lotta per la maglia gialla al Tour.