Non ci si lasci ingannare dal risultato con il quale sono terminati
i sessanta minuti regolamentari. L’1-1 tra Ambrì e Berna è figlio di una sfida
combattuta su tutti i livelli, con diverse occasioni da una parte e dall’altra.
Alla fine l’hanno spuntata gli Orsi, squadra magari non spettacolare ma molto ‘tedesca’
nel proprio gioco fisico: non è un caso se il coach dei bernesi, Serge Aubin, ha
vinto ben cinque volte la DEL nelle ultime sette stagioni. Tutto si è deciso a
8’’ dai tiri di rigore, in quello che è stato decisamente un finale al
cardiopalma. Pochi istanti prima, infatti, la Gottardo Arena è letteralmente
esplosa alla rete di André Heim, a lungo alla ricerca di quello che sarebbe
stato il primo sigillo personale. L’urlo si è trasformato rapidamente in fischi
di disappunto poiché la rete è stata giustamente annullata per una situazione
di offside non ravvisata in precedenza, come non sono state ravvisate un paio
di infrazioni molto dubbie a favore dei padroni di casa. I vani festeggiamenti
hanno ‘distratto’ i biancoblù? Rocco Pezzullo, al termine dell’incontro, la
analizza così: “Non penso a questa cosa, siamo dei professionisti e siamo
preparati a gestire e resettare ogni tipo di scenario. Stasera (ieri, ndr) sarebbe
potuta andare da una parte come dall’altra, non parlerei perciò di distrazione
da parte nostra ma di sfortuna negli episodi. Qualche dubbio su alcune
decisioni arbitrali nell’overtime rimane, avrebbero potuto svoltare il match
dalla nostra, purtroppo non è stato così”. Per lunghi tratti è sembrata una
sfida da postseason, con i leventinesi che non si sono mai sottratti a quella
che è stata una vera e propria battaglia, come ci ha confermato il difensore
ticinese: “È quello che vogliamo e in un certo senso dobbiamo fare. Sappiamo
bene che se non manteniamo una certa energia e non affrontiamo ogni partita con
questo spirito, difficilmente possiamo ottenere dei risultati. Anche statisticamente,
per almeno due tempi, siamo stati la miglior squadra in pista e abbiamo saputo
metterli in difficoltà. Ci tengo a fare i complimenti al nostro quarto blocco,
ha lavorato tantissimo per creare scompiglio davanti alla porta avversaria e a
mantenere il momentum dalla nostra parte, soprattutto nel periodo centrale”.
Nel terzo periodo Merelä e soci sono però sembrati più freschi e pimpanti: “Siamo
andati in ‘modalità sopravvivenza’, ci siamo un po’ sottratti e questo ha
aumentato la fiducia nei loro mezzi. Tutto sommato, credo però che abbiamo fornito
un’ottima prova contro una squadra rognosa ma allo stesso tempo ben attrezzata tecnicamente”. Il 25enne si è poi soffermato sul suo brillante inizio di stagione, pure contro il Berna è stato il secondo difensore più impiegato da Tapola, con diverso ghiaccio anche negli special teams: “Quello che ho vissuto nelle ultime stagioni fa parte del mio percorso, ho cercato di prendere insegnamenti sia dalle cose positive che da quelle negative. So che posso fare ancora qualche step in avanti, ora devo lavorare sulla costanza. Alla base di tutto è fondamentale rimanere umili e continuare a lavorare per migliorare“. Ora un’altra settimana di pausa prima di tornare sul ghiaccio. Un vantaggio o
uno svantaggio? “È molto soggettivo” chiarisce Pezzullo “c’è chi preferisce
riposare e chi sta meglio quando gioca tre volte alla settimana. In ogni caso,
nonostante la pausa di una settimana, abbiamo dimostrato di esserci come quando
abbiamo giocato diverse partite ravvicinate”.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)