CALCIO ITALIANO
Che confusione
Pubblicato il 12.10.2026 07:06
di Silvano Pulga
La sensazione, per il tifoso e l'addetto ai lavori di cose milaniste, dopo il pareggio di ieri in trasferta col Sassuolo (il terzo nelle ultime quattro partite) alla sesta giornata di campionato è quella, ancora una volta, della perplessità. La squadra fatica tantissimo a segnare, dal momento che costruisce poche situazioni pericolose; lo ha fatto al Mapei Stadium con uno dei giocatori di maggior talento, Adrien Rabiot (il quale, però, non è un attaccante). E ci si chiede, a questo punto perché, in una partita da vincere, uno come Francesco Camarda abbia visto la partita dalla panchina, come spettatore non pagante. Ruben Amorim ha parlato, in conferenza stampa (e con ragione, aggiungiamo), di due punti persi. Ma bisognerebbe capire, a questo punto, per responsabilità di chi. Il risultato, a quel punto dell'incontro, in una gara dove le occasioni da gol per il Milan si sono viste col contagocce, andava a quel punto preservato. E invece è arrivato il pareggio dei padroni di casa, in una situazione da palla ferma, dove non si dovrebbero mai incassare reti. Si fa fatica a comprendere il perché di certe scelte, come schierare Pervis Estupiñán titolare, ora che è anche reduce da un infortunio, il tutto al netto del fatto che ancora non è ben chiaro con quale modulo giochi il Milan. Quello che è certo sono gli elementi fuori ruolo (Gila, uno dei migliori centrali della Serie A, a fare il terzino di fascia in una difesa a quattro, per esempio), tenendo conto di una rosa che dietro è quantomeno incompleta (emblematico il caso Tomori). La squadra va in difficoltà in tante fasi di gioco, dalla costruzione offensiva alla gestione della palla, soprattutto contro squadre molto aggressive. In fase di non possesso, quando serve difendersi, dietro e in mezzo non si compatta, e la ripartenza non è mai pulita e agile, rendendo così la vita difficile a giocatori offensivi che pure, come dimostrato durante la pausa nazionali, così scarsi non sono. Troppo spesso i rossoneri arrivano dopo gli avversari sulle seconde palle, nonostante la crescita di qualche elemento (Pulisic e Moreira su tutti) faccia ben sperare. In ogni caso, le prossime tre settimane scarse appaiono un vero e proprio spartiacque per la stagione rossonera: se è vero, infatti, che alcune squadre attualmente davanti ai milanesi potrebbero essere effimere (il Cagliari e, un po' meno, la Lazio), le pretendenti alla Champions sono di più dei posti disponibili. E il derby, il 31 ottobre, sarà un primo vero e proprio spartiacque stagionale, in un campionato che sembrerebbe essere già ampiamente orientato per il risultato finale.