MOTO GP
Gli affari come unica visione
Pubblicato il 13.10.2026 07:18
di Alessandro Tamburini
È stato l’ennesimo weekend di motori accesi, l’ennesima scorpacciata di F1 e motomondiale, ma, soprattutto dopo la scelta di venerdì scorso di creare una seconda qualificazione per la MotoGP (differenziando nel 2027 le griglie di partenza di sprint race e gara), l’ennesimo weekend dove il troppo fa anche rima con “indigestione” . Certo, i numeri danno ragione agli americani di Liberty Media, che oggi hanno anche ratificato un contratto che riporterà la F1 in Africa, precisamente dopo il 2030 in Ruanda. Ma resta quella sensazione che il business sia ormai la sola unica visione, lo sport in fondo un semplice veicolo per esso. Quando iniziai a commentare il motomondiale le gare erano 16. Oggi sono 44 con le sprint race, un abominio per i piloti esposti a molti più rischi ed infortuni, tanto che essi sono il vero ago della bilancia tra essere campioni del mondo e “semplici” protagonisti. Interpellati sul tema, molti hanno glissato per … non andare contro al sistema (dimenticatevi i piloti romantici senza veli e peli sulla lingua), in fondo solo Marc Marquez si è permesso di dire … “tanto a breve sarò in pensione”. Così nella MotoGP si passa da un sabato tutto a suo favore, ad una domenica totalmente diversa, con lo stesso Marquez che oggi chiosa: “Come pilota, sono il primo a volere che la MotoGP cresca e diventi sempre più grande. Ma credo che si possano trovare altri modi per far crescere il nostro sport senza mettere così tanta pressione sui piloti. Questa è la mia sensazione. Adesso abbiamo tantissime cose da fare, perché non ci sono soltanto le attività della MotoGP, ma anche gli impegni con gli sponsor”. Insomma, se vai in vacanza due settimane torni che il mondiale è stravolto, come lo sono i piloti ormai divenuti “carne da macello” per i soldi americani.