È un Mattia Croci-Torti
concentrato ma tranquillo quello che si è presentato oggi in sala
stampa alla Lugano Arena per la tradizionale conferenza stampa pre
partita. Lo avevamo già scritto commentando la partita di sabato: il
Crus ha la consapevolezza di aver raggiunto ormai una certa maturità,
e di avere un' esperienza consolidata nella gestione di queste sfide.
Il gruppo è carico e, come diceva il tecnico di Vacallo, non serve
lavorare troppo dal punto di vista motivazionale, quando devi
affrontare una squadra come la Stella Rossa in una competizione
internazionale. L'ambiente, in definitiva, è pronto. Niente Basilea
o YB: quest'anno sarà il Lugano (assieme al Thun) a difendere il
prestigio del calcio rossocrociato di club in Europa. Sappiamo che
oltre Gottardo erano in diversi, tra gli addetti ai lavori, a
inorridire al pensiero che fosse la formazione ticinese a caricarsi
sulle spalle il prestigio del nostro calcio. La situazione oggettiva,
però, vede oggi i bianconeri offrire il miglior calcio della Super
League, con un equilibrio tra fase offensiva e difensiva che non si
vedeva da tempo nel nostro campionato di vertice. Aggiungiamoci che,
oggi, il FC Lugano gioca in uno stadio all'avanguardia, che ha
raccolto il plauso anche di tutte le squadre, svizzere e non,
ospitate sinora.
In definitiva, piaccia o no a
chi è nostalgico di altri palcoscenici, è la squadra sottocenerina
la miglior vetrina possibile per il nostro calcio. Il fatto che sarà
presente un grande numero di colleghi dalla Serbia dimostra che c'è
attesa e rispetto per gli avversari anche da parte di un pubblico e
di una stampa che rappresenta un club di grande prestigio e storia,
come ricordato dal Crus nel corso della conferenza stampa. Lugano
sqiadra e città, giovedì sera, torneranno entrambe nell'Europa
autunnale, dopo l'esilio in tanti stadi della Svizzera interna delle
passate stagioni. Lo faranno nel migliore dei modi, in uno stadio
moderno, davanti a un avversario prestigioso, e con un pubblico
numerosissimo. Importante però che sia un primo passo, e non un
traguardo.
(Foto
Simone Andriani)