Albert Riera, allenatore della Stella Rossa, secondo noi più
che con l'arbitro dovrebbe prendersela con Mahmudu Bajo, ingenuo su Beckham
Castro, che si trovava tra l'altro spalle alla porta: il 22enne gambiano ha
prima consentito all'avversario di girarsi, e poi lo ha cinturato nettamente in
modo goffo, anche se non violento, facendosi vedere da tutto lo stadio, e non
solo dall'arbitro germanico Florian Badstübner, il quale non ha avuto
esitazioni a indicare il dischetto del rigore, prima che il VAR confermasse la
sua scelta. Questa è la sequenza oggettiva di gioco, mentre il resto fa parte
della normale frustrazione post-partita.
In tutto questo, il Lugano ha offerto un'ottima prestazione,
soprattutto dal punto di vista dell'atteggiamento, contro un avversario
arrivato in Ticino per vincere, e che ha messo in campo, soprattutto nella
prima frazione, intensità, attitudine offensiva e possesso palla. Mattia
Croci-Torti ha detto che si aspettava una partenza forte da parte degli
avversari, e aveva preparato in tal senso la partita. David von Balmoos, in
questa fase, si è disimpegnato con degli ottimi interventi, che compensano in
parte il tuffo in ritardo in occasione del secondo gol degli ospiti (nonché
l'intervento rivedibile in occasione della prima rete della Stella Rossa), che
poteva costare carissimo ai bianconeri, così come l'errore di Kevin Behrens,
pochi minuti prima del vantaggio serbo, messo a segno dall'ex rossonero Rade
Krunić. Bravo il Crus, nel momento topico della partita, a centrare le
sostituzioni e a rincuorare i suoi, passati in svantaggio in un momento chiave ma, soprattutto, a spingerli all'attacco dopo il pareggio, per
cercare la vittoria: altri, magari, dopo aver riacciuffato il punteggio a quel
punto (mancavano 6' al 90'), vista tra l'altro l'inerzia
dell'incontro, si sarebbero accontentati.
Mattia Croci-Torti, in conferenza stampa post-partita, è
stato comunque chiaro: questa vittoria non cambia nulla, infatti, nelle
priorità e negli obiettivi del club sottocenerino. Il campionato resta infatti
prioritario, anche se, ovviamente, queste vittorie fanno piacere, e si cercherà
di andare avanti in Europa il più possibile. Tuttavia, la consapevolezza del
Crus è quella di chi sa benissimo che la sua squadra non potrebbe mai vincere
la Conference League, e non ha avuto paura a dirlo pubblicamente. Dopodiché, il
pensiero è andato ancora una volta alle parole di Pier Tami sul livello del
nostro campionato: pensiamo che, probabilmente, se fosse di livello più
elevato, consentirebbe alle squadre svizzere, quando si trovano di fronte a
squadre di spessore, di essere più allenate, trovandosi davanti a questo tipo
di avversari. Ora, ovviamente, la testa va alla Coppa Svizzera, in programma
domenica pomeriggio: il tecnico ha detto chiaramente alla stampa che si aspetta
molto dai giocatori impegnati nelle rotazioni. La squadra ha bisogno di tutti,
soprattutto in questo momento della stagione, caratterizzato da parecchie
partite ravvicinate.
(Foto Georgi Stojanov)