Una partita così regala spunti a iosa. Prodezze, errore,
decisioni arbitrali, il tutto in una serata magica per i colori bianconeri.
Si parte da von Ballmoos, capace del meglio come del
peggio. Fa un paio di belle parate nel primo tempo, ma poi viene bucato da un
tiro (da fermo!) di Krunic da 25 metri. Un gol che a questi livelli non si può
prendere!
Un altro, che in pochi giorni passa da Dr. Jekyll a mister
Hyde, è Dos Santos: incontenibile contro il Lucerna, inguardabile ieri
sera. Sbaglia tutto, anche un tiro di sinistro da pochi metri che finisce in
curva nord. Capitano partite così.
Pihlstrom è il primo cambio di Croci-Torti e questa
la dice lunga sull’importanza del giovane svedese nella testa del mister. Entra
con la solita spavalderia e con la sua velocità cambia un po’ gli equilibri del
centrocampo. Dietro a Behrens, resta una spina nel fianco, anche se i gol e le
giocate decisive stavolta le fanno gli altri.
Per transfermarkt Dereck Moncada vale solo 4,5
milioni di euro, contro i 25 di Kostov, il 18.enne della Stella Rossa che ha
sicuramente buoni piedi e un futuro importante. Il bianconero però è un
attaccante con una velocità e un fiuto del gol insoliti per un ragazzo della
sua età (19 anni a fine novembre). Entra e spacca le partite. Meriterebbe più
spazio? Sì, ma in questo Lugano i titolari non sono solo 11 (Crus dixit). Ma allora, quanto vale Dereck?
Era quello meno considerato. Arrivato in Ticino con qualche
chilo di troppo e con un’inattività di alcuni mesi, Beckham Castro sta
dimostrando di essere un giocatore vero. Fa sempre la cosa giusta ed è
pericoloso sotto porta. Il rigore che si conquista è da grande
giocatore. Ruba il tempo al difensore serbo che lo cintura in maniera ingenua.
È l’azione che cambia la partita. Anche lui è un titolare di questo Lugano.
Ci vuole freddezza e grandi attributi per tirare un rigore così al minuto novanta. Grgic non sbaglia mai, è vero, ma quella che aveva sul piede ieri sera era una palla pesantissima. Il portiere serbo lo conosceva, lo aveva studiato bene, e fino all'ultimo momento non si è mosso. Aspettava la "frenata" del bianconero, che stavolta, vista l'attesa del portiere, ha sparato il suo destro all'incrocio dei pali. Là, dove nessun portiere al mondo può andare a prenderla. Ci vuole fegato, caro Grgic.
Se il Lugano avesse perso, quel suo scavetto a tu per tu con
il portiere serbo (sul risultato di 1 a 1), sarebbe risultato decisivo e
penalizzante. Per sua fortuna, nessuno se lo ricorda più. Nonostante questo, la
sua forza fisica ha messa decisamente in difficoltà la difesa della Stella
Rossa. Behrens, al rientro dopo più di un mese di infortunio, resta un
giocatore importante e giovedi prossimo a Madrid, ci sarà bisogno di lui.
Spazio anche a un avversario, il tecnico spagnolo Albert
Riera. Personaggio controverso, non amato nemmeno dai media serbi, aveva
già fatto discutere nella sua recente esperienza sulla panchina dell’Eintracht
Francoforte. Un’avventura finita male, anche per qualche incomprensione con i
suoi giocatori. Ieri sera ha ribadito di essere un cattivo perdente: “Se
la rigiochiamo, nove volte su dieci la vinciamo noi”. Aveva eliminato il Lugano
due volte quando sedeva sulla panchina del Celje, stavolta gli è andata male.
Ma ammettere che si può perdere, non fa parte del suo “status” mentale. È la sua
forza, ma forse anche il suo limite.
Chiudiamo con Croci-Torti, che non ha voluto
(legittimamente) rispondere alla domanda sul prolungamento del suo contratto. Non
è il momento, ora il focus è tutto su questo momento magico che attraversa la
sua squadra. Non ha risposto nemmeno al collega Riera, o perlomeno, lo ha fatto
estrema eleganza. I complimenti sono per i suoi giocatori, la strategia è stata
chiara e vincente. Nel calcio si perde e si vince, stavolta è lui a
festeggiare. La panchina ancora una volta è stata decisiva. Se riuscirà a
mantenere questo equilibrio di squadra, accontentando sempre tutti, allora
questo Lugano andrà lontano. È una squadra “in missione”, come ama dire il
Crus.
(Foto Georgi Stojanov)