Continua la serie negativa del Lugano contro il Davos, alla
quinta sconfitta filata in altrettanti scontri diretti. Continua inoltre la
ricerca del secondo successo consecutivo da parte della truppa di Tomas Mitell.
Un peccato, perché l’occasione per spezzare il tabù grigionese era ghiotta,
dato il momento poco brillante dei ragazzi di Josh Holden. Alla fine la
vittoria degli ospiti è meritata, figlia di episodi decisivi capitalizzati al
meglio, come la rete del momentaneo 1-2 di Filip Zadina, lasciato colpevolmente
solo da un quintetto biancogiallonero estremamente spinto all’offensiva in quel
frangente. È stato forse questo lo spartiacque principale del confronto, da lì
in poi Fazzini e compagni sono andati vieppiù in calo, sfiduciati anche dalla
prestazione semplicemente da applausi da parte di Sandro Aeschlimann, autore di
42 parate e uscito dal ghiaccio della Cornèr Arena con 95.45% di saves. La
reazione, seppur veemente, è arrivata tardi con i davosiani rintanati nel proprio
terzo a difendere il punticino di vantaggio. Eppure il match è cominciato con
il Lugano più deciso e arrembante al cospetto di un Davos che ha confermato di
essere lontanissimo parente della formazione dominante della scorsa stagione. La
bordata di Jere Innala in powerplay (nato da una penalità inesistente fischiata
ai danni di Frédéric Allard) ha illuso i 5'830 presenti, così come il 2-0 poi annullato
per l’entrata anticipata di Sanford nel terzo offensivo. Episodio, questo, che
ha forse dato troppa sicurezza ai padroni di casa, con i grigionesi che
pazientemente ne hanno approfittato. Buona ancora una volta la prova di Robert
Mayer tra i pali, impotente su almeno due delle tre reti gialloblù. Il Lugano è
comunque vivo e nonostante l’assenza di Calle Dahlström ha dato prova di essere
in salute, e dunque avrà il diritto di provare ad impensierire i campioni
svizzeri del Friborgo, questa sera alla BCF Arena.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)