HC Lugano
Tra errori e un Aeschlimann monumentale
Pubblicato il 17.10.2026 06:55
di Sandro Solcà
Continua la serie negativa del Lugano contro il Davos, alla quinta sconfitta filata in altrettanti scontri diretti. Continua inoltre la ricerca del secondo successo consecutivo da parte della truppa di Tomas Mitell. Un peccato, perché l’occasione per spezzare il tabù grigionese era ghiotta, dato il momento poco brillante dei ragazzi di Josh Holden. Alla fine la vittoria degli ospiti è meritata, figlia di episodi decisivi capitalizzati al meglio, come la rete del momentaneo 1-2 di Filip Zadina, lasciato colpevolmente solo da un quintetto biancogiallonero estremamente spinto all’offensiva in quel frangente. È stato forse questo lo spartiacque principale del confronto, da lì in poi Fazzini e compagni sono andati vieppiù in calo, sfiduciati anche dalla prestazione semplicemente da applausi da parte di Sandro Aeschlimann, autore di 42 parate e uscito dal ghiaccio della Cornèr Arena con 95.45% di saves. La reazione, seppur veemente, è arrivata tardi con i davosiani rintanati nel proprio terzo a difendere il punticino di vantaggio. Eppure il match è cominciato con il Lugano più deciso e arrembante al cospetto di un Davos che ha confermato di essere lontanissimo parente della formazione dominante della scorsa stagione. La bordata di Jere Innala in powerplay (nato da una penalità inesistente fischiata ai danni di Frédéric Allard) ha illuso i 5'830 presenti, così come il 2-0 poi annullato per l’entrata anticipata di Sanford nel terzo offensivo. Episodio, questo, che ha forse dato troppa sicurezza ai padroni di casa, con i grigionesi che pazientemente ne hanno approfittato. Buona ancora una volta la prova di Robert Mayer tra i pali, impotente su almeno due delle tre reti gialloblù. Il Lugano è comunque vivo e nonostante l’assenza di Calle Dahlström ha dato prova di essere in salute, e dunque avrà il diritto di provare ad impensierire i campioni svizzeri del Friborgo, questa sera alla BCF Arena.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)