Calcio internazionale
Le italiane e il prezzo europeo da pagare
Pubblicato il 16.10.2026 18:00
di Silvano Pulga
Quella infrasettimanale non è solo stata una sessione di Coppe europee negativa per le italiane dal punto di vista dei risultati (i successi sono arrivati solo dalle compagini impegnate in Europa e Conference League, mentre in Champions il bilancio è di 4 sconfitte su 4 partite giocate, con 14 reti incassate). Le quattro squadre rappresentanti della Serie A nella competizione regina si ritrovano infatti con l'infermeria piena: la Roma ha infatti perso Konè e Dybala, mentre il Como dovrà rinunciare, per un periodo da determinare, ad Assane Diao, forse il suo miglior elemento (in gol anche a Rotterdam, prima dell'infortunio). Ma il bollettino medico va aggiornato: a rompersi sono stati anche Lautaro dell'Inter e Neres del Napoli, due elementi chiave per entrambe le squadre, che saranno impegnate (come tutte le altre) nel futuro immediato in un periodo serrato, con partite più o meno ogni tre giorni.  
Gli infortuni, ovviamente, sono di carattere muscolare, a dimostrazione del forte stress al quale sono sottoposti i giocatori. Ma non solo: il fatto che tutte le quattro compagini lamentino questi infortuni dopo le partite di Coppa, dove i ritmi sono più intensi di quelli della Serie A, dimostra come, evidentemente, le squadre d'oltre confine, anche di vertice, abbiano grossi problemi dal punto di vista atletico a rincorrere gli avversari. Possiamo solo dire, parlando dei nerazzurri interisti, che del Bruges ci ha impressionato, più che Nicolò Tresoldi, che pure è andato a segno tre volte, il portoghese Carlos Roberto Forbs Borges, il quale ha letteralmente fatto impazzire Federico Dimarco (non in perfette condizioni fisiche, come noto), nonostante non sia l'ultimo dei giocatori. E lo ha fatto con degli strappi e con una velocità che raramente si vede nel massimo campionato italiano; evidentemente, nel cercare di reggere a questi ritmi (che non hanno riguardato solo la sfida giocata a Milano), qualcuno ha ceduto dal punto di vista muscolare. 
La domanda che quindi ci si pone è questa: le compagini di Serie A sono in grado di correre a livelli più elevati di quelli del campionato senza infortunarsi, rimanendo poi fuori per lungo tempo, mettendo in difficoltà le proprie squadre anche in campionato? La sensazione è sempre quella, peraltro condivisa anche in altri sport: calendari troppo fitti, per poter rientrare dai costi pesanti generati soprattutto dagli ingaggi, e incolumità fisica degli atleti a rischio. I muscoli dei giocatori, alla fine, dopo aver avvisato, si fermano: in fondo, è naturale. Dopodiché, oltre i confini della vicina Penisola, c'è gente che corre più veloce, ma senza infortunarsi. E anche questo è un aspetto da tenere in considerazione. 
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