1. In attesa di Monza-Cagliari e Parma-Torino in programma
oggi, ci godiamo il decollo inatteso della carriera di allenatore di
Gennaro Gattuso, alla guida di una Lazio, che era stata smantellata in estate e
sembrava destinata ad affondare, dopo la sconfitta in Coppa Italia col
Mantova. Chi invece imbarca acqua è Spalletti con la sua Juve, battuta in
casa 0-3 dai biancocelesti, in una partita dove, questa volta, nessuno ha perso
tempo. Spalletti adesso rischia? Dopo sette giornate ha numeri peggiore di
Tudor e Thiago Motta! In conferenza stampa ha detto: "Devo fare delle
analisi approfondite, soprattutto su di me". Cosa vorrà dire?
2.
Davide
Nicola non è sempre simpatico, e a Cremona lo scorso anno aveva fallito. Ma
ormai, per Max Allegri è una sentenza: se lo incontra alla prima partita,
potete giocarvi la casa sul risultato finale. L'anno scorso con la sua
Cremonese battè il Milan all'esordio, lo ha fatto ancora sabato nel suo debutto
sulla panchina del Venezia contro il Napoli di Allegri. Con lui in panchina, i
lagunari adesso hanno qualche speranza di salvezza.
3.
Il
Como passa a Firenze 1-3: un risultato importante per i lariani, tornati alla
vittoria in campionato dopo più di un mese di digiuno. Al gol che ha chiuso la
partita di Douvikas abbiamo pensato a quel cameraman in tribuna a Firenze che
ci aveva ricoperto d'improperi perché avevamo osato far notare a un collega,
seduto di fianco a noi, che De Gea, a volte, commette errori importanti. Chissà
se, a questo giro, si sarà ricordato dell'episodio, vedendo il portiere viola
farsi passare il pallone in mezzo alle gambe.
4.
Continua
il sorprendente cammino del Frosinone (4-2 in casa al Sassuolo). La sconfitta
interna dell'Udinese contro il Lecce (0-3) potrebbe invece chiudere
l'esperienza di Runjaić in Friuli, per la gioia (ci dicono) anche di qualche
addetto ai lavori.
5.
Mentre
per l'Inter anche vincere a Bologna (1-3) dopo essere andata sotto è diventata
ordinaria amministrazione, abbiamo invece assistito dal vivo alla partita tra
Milan e Atalanta, con la formazione bergamasca ampiamente falcidiata dagli
infortuni muscolari. I rossoneri hanno fatto 60' da favola e 30' da infarto per
il loro popolo, soprattutto quello coi capelli grigi. Alla fine, poteva anche
scapparci la beffa. Ma qual è il vero volto del Milan? Benino Ardon Jashari,
nei pochi minuti a lui concessi.