CHAMPIONS LEAGUE
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Pubblicato il 21.10.2026 06:30
di Silvano Pulga
Il martedì di Champions ha regalato caterve di gol e qualche inconveniente: il PSG, che pure ha prevalso col Barcellona 4-2 nel big match della serata, si ritrova a fare la conta degli infortunati dopo aver perso, rispettivamente, Dembélé, Marquinhos e Kvaratskhelia. Per il georgiano, in particolare, caduto male, in torsione sul ginocchio, a seguito di uno scontro spalla contro spalla con Xavi Espart, si teme un lungo stop. Partita divertente, secondo certi canoni, così come altre che hanno visto tante segnature: le italiane (Roma e Napoli) hanno finalmente vinto, segnando 4 reti ciascuna, con la differenza che i giallorossi, opposti al modesto Slovan Bratislava (0 punti in 3 gare, 13 gol incassati e uno solo segnato) hanno chiuso con la propria porta inviolata, mentre i partenopei ne hanno incassati 3 dal Bodø/Glimt. In totale, ieri sera, sono state realizzate 40 marcature in 9 partite: una festa per gli highlights, meno per chi crede che lo spettacolo, nel calcio, non sia semplicemente vedere palloni che s'infilano alle spalle dei portieri. Diciamolo: la classifica unica, tutto sommato, con otto sfide da giocare, deresponsabilizza. Il gironcino a 4 squadre del passato, magari con un sorteggio sfortunato, veniva complicato anche solo da una partita persa. Oggi, invece, squadre come l'Inter, che pure vengono da due sconfitte nelle prime due gare, possono tranquillamente aspirare a entrare addirittura nelle prime otto, iniziando già da stasera a vincere contro l'abbordabilissimo Shaktar Donetsk, nonostante le assenze importanti di Lautaro, Pavard, Stones e Jones. Per il Como, invece, che ha comunque 3 punti in classifica, ci sarà l'ostacolo prestigiosissimo del Manchester United, un po' appannato magari nelle ultime stagioni, ma sempre suggestivo, in una competizione che, per i lariani, come più volte dichiarato da Cesc Fàbregas, non è in cima ai suoi pensieri, focalizzati invece sul campionato. Tornando alla classifica unica, l'essere liberi dall'ossessione del risultato concede, soprattutto nelle prime partite, di giocare con la mente libera. Ci sarà tempo, più avanti, per fare i conti. E così, come scrivevamo sopra, soprattutto quando la concentrazione non è al massimo, piovono gol a catinelle. Però, a nostro parere, lo spettacolo è un'altra cosa. Troppo spesso le reti arrivano per topiche difensive marchiane, con giocatori lasciati liberi nei sedici metri di colpire, azioni da corner o punizioni con difese schierate male, portieri che non respingono tiri parabili, seconde palle dove arrivano prima gli attaccanti dei difensori. Nel calcio si vince anche raccogliendo dal fondo della porta un pallone in meno, al netto del fatto che la matematica ci dice che chi mantiene la propria rete inviolata non potrà mai perdere, a differenza di squadre ieri uscite sconfitte pur con tre reti all'attivo (non solo il Bodø/Glimt, anche il Villareal a Liverpool). Il calcio è bello anche quando una squadra difende bene, con spazi stretti tra le linee, chiusure puntuali, portieri che parano. Secondo noi, ovviamente. 
(fonte foto: YouTube)