Il martedì di Champions ha
regalato caterve di gol e qualche inconveniente: il PSG, che pure ha
prevalso col Barcellona 4-2 nel big match della serata, si ritrova a
fare la conta degli infortunati dopo aver perso, rispettivamente,
Dembélé, Marquinhos e Kvaratskhelia. Per il georgiano, in
particolare, caduto male, in torsione sul ginocchio, a seguito di uno
scontro spalla contro spalla con Xavi Espart, si teme un lungo stop.
Partita divertente, secondo certi canoni, così come altre che hanno
visto tante segnature: le italiane (Roma e Napoli) hanno finalmente
vinto, segnando 4 reti ciascuna, con la differenza che i giallorossi,
opposti al modesto Slovan Bratislava (0 punti in 3 gare, 13 gol
incassati e uno solo segnato) hanno chiuso con la propria porta
inviolata, mentre i partenopei ne hanno incassati 3 dal Bodø/Glimt.
In totale, ieri sera, sono state realizzate 40 marcature in 9
partite: una festa per gli highlights, meno per chi crede che lo
spettacolo, nel calcio, non sia semplicemente vedere palloni che
s'infilano alle spalle dei portieri. Diciamolo: la classifica unica,
tutto sommato, con otto sfide da giocare, deresponsabilizza. Il
gironcino a 4 squadre del passato, magari con un sorteggio
sfortunato, veniva complicato anche solo da una partita persa. Oggi,
invece, squadre come l'Inter, che pure vengono da due sconfitte nelle
prime due gare, possono tranquillamente aspirare a entrare
addirittura nelle prime otto, iniziando già da stasera a vincere
contro l'abbordabilissimo Shaktar Donetsk, nonostante le assenze
importanti di Lautaro, Pavard, Stones e Jones. Per il Como, invece,
che ha comunque 3 punti in classifica, ci sarà l'ostacolo
prestigiosissimo del Manchester United, un po' appannato magari nelle
ultime stagioni, ma sempre suggestivo, in una competizione che, per i
lariani, come più volte dichiarato da Cesc Fàbregas, non è in cima
ai suoi pensieri, focalizzati invece sul campionato. Tornando alla
classifica unica, l'essere liberi dall'ossessione del risultato
concede, soprattutto nelle prime partite, di giocare con la mente
libera. Ci sarà tempo, più avanti, per fare i conti. E così, come
scrivevamo sopra, soprattutto quando la concentrazione non è al
massimo, piovono gol a catinelle. Però, a nostro parere, lo
spettacolo è un'altra cosa. Troppo spesso le reti arrivano per
topiche difensive marchiane, con giocatori lasciati liberi nei sedici
metri di colpire, azioni da corner o punizioni con difese schierate
male, portieri che non respingono tiri parabili, seconde palle dove
arrivano prima gli attaccanti dei difensori. Nel calcio si vince
anche raccogliendo dal fondo della porta un pallone in meno, al netto
del fatto che la matematica ci dice che chi mantiene la propria rete
inviolata non potrà mai perdere, a differenza di squadre ieri uscite
sconfitte pur con tre reti all'attivo (non solo il Bodø/Glimt, anche
il Villareal a Liverpool). Il calcio è bello anche quando una
squadra difende bene, con spazi stretti tra le linee, chiusure
puntuali, portieri che parano. Secondo noi, ovviamente.
(fonte
foto: YouTube)