HC AMBRÌ PIOTTA
Ambrì, non è più un caso
Pubblicato il 21.10.2026 07:50
di Marco Maffioletti
Un’altra serata delle meraviglie in Leventina. L’Ambrì ha vinto ancora, un bellissimo 3 a 2 contro i campioni in carica del Friborgo. A rendere ancora più preziosa la vittoria è stata proprio la forza dell’avversario. È vero, Rathgeb e compagni hanno compiuto qualche svarione, in particolar modo sulle tre reti biancoblù, ma altrimenti hanno sfornato una prestazione di buon livello dimostrando tutto il loro valore. Spesso si compie l’errore di accostare alcune vittorie alla serata no dell’avversario, questa volta non ci sono dubbi: l’Ambrì ha vinto e convinto di fronte a una truppa ben oliata e decisamente performante. A fare la parte del leone a livello contabile è stato il secondo blocco, con una doppietta di un Joly straripante e la rete di un Inti Pestoni in formato gigante. Sembra tutto quasi troppo bello per essere vero, eppure è la realtà. Guai però a basarsi solamente sul tabellino, e allora una citazione se la merita ad esempio anche la quarta linea, quella dei fratelli Landry e di Borradori, i quali hanno creato parecchio e sfornato una prestazione di assoluto valore. Il complesso sopracenerino ha dimostrato una volta in più molto affiatamento, una solidità invidiabile e ha bilanciato un giusto mix tra forechecking e copertura della zona neutra. Impressionante inoltre la capacità di uscire in maniera pulita dal proprio terzo, senza praticamente quasi mai panicare. E che dire della percentuale di ingaggi vinti (quasi il 62%!)? Semplicemente incredibile. Il brivido finale, con quel powerplay gestito maluccio, è forse l’unica critica che si può imputare ai leventinesi, ma questo è “jammern auf hohem Niveau”. E le clamorose reti mancate a porta vuota da Joly e Schnarr? Queste fanno parte dello spettacolo,  per garantire ai propri tifosi palpitazioni e batticuori sino alla fine.
Scherzi a parte, tutto bene quel che finisce bene. Gli uomini di Tapola salutano attualmente dal secondo posto in classifica dopo un quarto di regular season. Insomma, la stagione è sì ancora molto giovane, ma non si può più parlare di semplice inizio. Spesso si dice di non lasciarsi prendere dall’entusiasmo, ma in fondo perché non farlo per una volta? L’onda va cavalcata, è giusto che tutto l’ambiente sia contagiato da questa classifica. Arriveranno tempi peggiori? È possibile, probabilmente è fisiologico, ma è inutile pensarci. Continuare a lavorare duramente tra l’euforia generale potrebbe rivelarsi un bel mix e non è forzatamente sempre sinonimo di mancanza di umiltà e perdita di vista della realtà.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)