A Getafe, per fare un altro passo avanti verso la
qualificazione ai sedicesimi (o addirittura agli ottavi?) di Conference League.
Dopo aver battuto una settimana fa la Stella Rossa di Belgrado all’AIL Arena,
il Lugano ci riprova questa sera (18.45) in Spagna, nella partita che sulla
carta dovrebbe essere la più complicata.
La partita di ieri sera del Como, che ha annichilito il Manchester United, ci insegna però che ogni gara è diversa e che il blasone dell’avversario o della Lega in cui gioca, non sono per forza indicatori affidabili.
Il Getafe, come ha detto anche Croci-Torti ai microfoni del proprio club, è una squadra abituata ad affrontare avversari di spessore ed è una squadra “vecchia” ed esperta, che ha in Bordalàs un allenatore che ha instillato nei proprio giocatori un tipo di calcio d’antan, fatto di aggressività, furbizia e tanto pragmatismo. Lontano dal calcio che il Lugano è abituato a giocare in campionato e perfino in Conference League, dove nella sfida con la Stella Rossa, ha potuto affrontare contro un avversario di assoluta qualità, che ha espresso un calcio tecnicamente apprezzabile.
Probabile che stasera, a livello di spettacolo, non si raggiungeranno vette altissime, e dopo aver visto qualche partita degli spagnoli, che in campionato stanno stentando parecchio, la sensazione è che i bianconeri possano appoggiarsi su uno schema di gioco più collaudato e moderno rispetto agli spagnoli. Basterà? Vedremo.
Per battere questo Getafe, bisognerà comunque giocare a calcio, a quel calcio che piace a Croci-Torti e alla sua truppa, che riesce solitamente a gestire i ritmi delle partite e a colpire con assoluto cinismo, facendo spesso leva sulla bontà della sua panchina. Sarà fondamentale non farsi trascinare dal gioco “sporco” e poco lineare degli spagnoli.
Il Getafe non è una squadra che ama avere l’iniziativa e il canovaccio della partita potrebbe anche sorprendere, con i bianconeri che dovranno però tirar fuori quella personalità mostrata in questo inizio di stagione, quando, oltre a vincere, hanno dimostrato di credere ciecamente nel proprio progetto tattico.
Riuscire a esibirlo anche nella Liga, equivarrebbe a una specie di consacrazione.
La partita di ieri sera del Como, che ha annichilito il Manchester United, ci insegna però che ogni gara è diversa e che il blasone dell’avversario o della Lega in cui gioca, non sono per forza indicatori affidabili.
Il Getafe, come ha detto anche Croci-Torti ai microfoni del proprio club, è una squadra abituata ad affrontare avversari di spessore ed è una squadra “vecchia” ed esperta, che ha in Bordalàs un allenatore che ha instillato nei proprio giocatori un tipo di calcio d’antan, fatto di aggressività, furbizia e tanto pragmatismo. Lontano dal calcio che il Lugano è abituato a giocare in campionato e perfino in Conference League, dove nella sfida con la Stella Rossa, ha potuto affrontare contro un avversario di assoluta qualità, che ha espresso un calcio tecnicamente apprezzabile.
Probabile che stasera, a livello di spettacolo, non si raggiungeranno vette altissime, e dopo aver visto qualche partita degli spagnoli, che in campionato stanno stentando parecchio, la sensazione è che i bianconeri possano appoggiarsi su uno schema di gioco più collaudato e moderno rispetto agli spagnoli. Basterà? Vedremo.
Per battere questo Getafe, bisognerà comunque giocare a calcio, a quel calcio che piace a Croci-Torti e alla sua truppa, che riesce solitamente a gestire i ritmi delle partite e a colpire con assoluto cinismo, facendo spesso leva sulla bontà della sua panchina. Sarà fondamentale non farsi trascinare dal gioco “sporco” e poco lineare degli spagnoli.
Il Getafe non è una squadra che ama avere l’iniziativa e il canovaccio della partita potrebbe anche sorprendere, con i bianconeri che dovranno però tirar fuori quella personalità mostrata in questo inizio di stagione, quando, oltre a vincere, hanno dimostrato di credere ciecamente nel proprio progetto tattico.
Riuscire a esibirlo anche nella Liga, equivarrebbe a una specie di consacrazione.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)