Prima o poi doveva succedere, una partita al di sotto degli
altissimi standard recenti. L’Ambrì si è bloccato in quel di Rapperswil uscendo
sconfitto con il punteggio di 6 a 3. La vittoria dei sangallesi non fa una
grinza. Il fanalino di coda ha giocato meglio rispetto ai leventinesi, troppo
pasticcioni e per una volta imprecisi. I tanti errori in fase difensiva sono
stati pagati a caro prezzo, tra dischi persi (come Järventie in occasione della
seconda rete dei Lakers) in zona neutra e confusione generale, a immagine dello
scontro tra Zaccheo Dotti e De Luca che per poco non portava a una segnatura
locale. Certo, il carattere non è mancato, riuscire a pareggiare tre volte non
era evidente, ma nel finale è venuta a meno la lucidità. I biancoblù hanno
fallito la ghiotta occasione dopo il 3 a 3 ottenuto da Järventie, in quel
powerplay che sembrava poter cambiare il momentum. Non è stato il caso. Senza
Philip Wüthrich, acciaccato, Gilles Senn ha sì compiuto una paratona su Rask
nel finale, ma non ha mai trasmesso grande tranquillità. Stasera contro l’Ajoie
Wüthrich potrebbe comunque essere della contesa. È mancato anche l’apporto
dell’ammalato Miles Müller, con Bosson schierato al suo posto. Tra le note
positive va sicuramente inserito Lukas Landry, autore di una bella rete e tra i
biancoblù più in spolvero. La sconfitta paradossalmente potrebbe rivelarsi
benefica, se l’Ambrì dovesse farne tesoro. Certo, non è assolutamente il caso
di fare inutili allarmismi, non si può sempre performare al massimo e
l’asticella messa nelle scorse settimane dalla truppa di Tapola è veramente
alta. Giusto esaltarsi per quanto mostrato sinora, sbagliato deprimersi dopo
una prova scialba, a condizione che appunto serva da lezione. Poi chiaro,
perdere si può sempre, la concorrenza è forte, ma conta anche il modo in cui si
esce sconfitti. Quello di Rapperswil non è stato certo tra i migliori.
(Foto PostFinance/Keystone/Ti-Press/Andrea Branca)