A memoria, quella di ieri sera contro il Kloten è stata, molto
probabilmente, la peggior prestazione casalinga dell’era Mitell sulla panchina
bianconera. E questo aldità del pesante 2-5 con il quale gli Aviatori si sono
imposti. Si era capito subito, d’altronde, che non sarebbe stata una serata
facile per il complesso bianconero. Il momentaneo nonché unico pareggio di
serata è durato la miseria di 19’’ ed è giunto al 1’04’’, ad immagine di un’entrata
in materia assai blanda, dalla quale i padroni di casa non hanno praticamente
mai saputo reagire. Ancora una volta, inoltre, non è arrivata una scossa dalla
panchina, con il time-out chiamato soltanto a 2’56’’ dal termine a conti già
fatti. “Fatico a trovare una spiegazione, non capita spessissimo, ma
stavolta non so bene cosa dire se non che non mi aspettavo una
prestazione simile” esordisce Luca Fazzini “ci siamo detti più e più
volte prima del match di non sottovalutare il Kloten e di farci trovare pronti,
applicando il nostro gioco senza voler strafare in uscita di zona e in zona
neutra e abbiamo fatto esattamente l’opposto”. Ed è la lettura perfetta per
sottolineare i primissimi secondi di una sfida nata in salita, fino a sfociare
nel 3-1 del solito Puhakka il quale, in superiorità numerica, ha di fatto
incanalato definitivamente la contesa in favore degli uomini di Liniger già al
13’. “Probabilmente pensiamo di essere troppo forti, quando in realtà
concediamo quasi ad ogni partita dei regali assurdi agli avversari, i quali
puntualmente ci castigano”. La fotografia del numero 17 racchiude ciò che è
capitato nel periodo centrale, dove di fatto si è fissato il punteggio finale
con gli Aviatori resi liberi di muoversi a piacimento nel terzo difensivo
locale. La fiammata d’orgoglio a metà confronto ha generato la rete di Rasmus
Kupari (in netta crescita e ‘responsabilizzato’ dopo il forfait di capitan
Calvin Thürkauf all’inizio del periodo centrale), salvo durare pochissimi minuti,
prima di tornare sui livelli con il quale i bianconeri hanno iniziato il match
e incassare la doccia gelata a 1’17’’ dalla seconda pausa, momento in cui
Lindroth ha tagliato il quintetto bianconero come un coltello caldo fa con il
burro. “È la classica frase fatta, ma dobbiamo guardarci tutti allo specchio
e capire che allo stato attuale non siamo lo Zurigo. Da quando sono un
professionista è il campionato più equilibrato che ricordo, il minimo calo di
tensione viene punito da qualsiasi avversario”. Il Fazz non salva nemmeno la
reazione avuta negli ultimi 20’: “Ci mancherebbe che non ci fosse stata,
sarebbe stato davvero grave se con tre reti da recuperare non ci avessimo
provato”. Un problema di pressione dovuta alla posizione in classifica e
alla mancanza di risultati utili sul ghiaccio amico? “Non la vedo così, anzi.
Quello sarebbe il motivo per il quale dovremmo giocare in modo più semplice. Quando
sei sotto pressione cerchi di liberarti subito del disco mettendo in pratica
anche un brutto hockey, mentre noi crediamo di essere superiori al nostro
potenziale attuale, forzando errori che stiamo pagando caro, dalle penalità ai
dischi regalati agli avversari”. È prematuro giungere a conclusioni,
tuttavia l’impressione è che siamo davanti ad uno spartiacque della regular
season bianconera. L’ennesimo schiaffo subìto, stavolta davanti al proprio
pubblico, potrà fungere da punto di svolta definitivo così come rischia di
affossare una squadra mentalmente fragile, rimasta orfana anche del proprio
condottiero. Una menzione speciale la merita Davide Fadani, alla seconda partita
filata da titolare della gabbia del Kloten e altrettanti successi. Con oltre il
95% di parate e ben 41 tiri intercettati ha trascinato i suoi fino a
riagguantare il treno delle inseguitrici. Reto Berra è avvisato…
(Foto Ticishot-Simone Andriani)