Spesso nella memoria della gente
rimangono solamente le reti, l’essenza dell’hockey. Gli assist
troppo spesso vengono “dimenticati”. Ci sono però le eccezioni,
una di queste è rappresentata dal passaggio di Roby Järventie in
occasione del 2 a 0 siglato da Muggli. Siamo al minuto 39’, il
casco giallo dell’Ambrì inventa una perla: una giravolta, senza
nemmeno guardare, un servizio in backhand degno del migliore
cameriere di questa madre terra. Il giovane Tim sa che non può
sciupare una simile magia e batte Tim Wolf. Basterebbe in fondo solo
questa scena per far capire cosa si sono persi le persone che non
erano alla Gottardo Arena o davanti al televisore. È stato anche il
momento dove l’Ambrì ha in definitiva “ucciso” il coriaceo
Ajoie. Un primo tempo molto chiuso, con poche occasioni da reti, che
consegna però la rete del rientrante Müller, freddo a tu per tu con
il portiere avversario. Con il passare dei minuti i biancoblù
salgono di tono, mettono i giurassiani sempre più alle strette. Il 2
a 0 già descritto e la terza segnatura di Joly ancora prima
della seconda pausa sono una logica conseguenza. Nell’ultimo
periodo Borradori e soci controllano la contesa e amministrano il
vantaggio con maturità, permettendo a Philip Wüthrich di cogliere
il secondo shutout stagionale. Uno shutout che il portiere si è
ampiamente guadagnato, mettendosi decisamente del suo, ma d’altronde
non è una novità. Una vittoria collettiva, impreziosita dalla
prodezza di Järventie, in cui una volta in più l’Ambrì è stato
dominante agli ingaggi (33 a 24). Un Ambrì-Piotta che con questa
vittoria saluta in solitaria dal secondo posto in classifica tra
l’euforia generale, un risultato che sino a qui non è decisamente
frutto del caso o della fortuna. È semplicemente meritato.
(Foto
PostFinance/Keystone/Ti-Press/Andrea Branca)