Per un attimo, è passato per la testa un pensiero solo: stai
a vedere che il Lugano, nell’unica partita in cui subisce meno di due reti,
uscirà sconfitto. È finita 2-1 per il Berna, vittorioso all’overtime in una
PostFinance Arena in festa e colma di famiglie e bambini. Dunque è sì
sconfitta, ma non tutto quanto visto è da buttare. A cominciare, appunto, dal risultato.
Portare via un punto dalla Capitale con ben sette infortunati e tutti di un
certo peso (nell’effettivo dei giocatori di passaporto elvetico è rimasto il
solo Fazzini in grado di produrre un certo quantitativo di punti) non era per
nulla scontato, e il punteggio risicato deve essere visto con una prospettiva ottimistica.
I bianconeri hanno sì subìto gli Orsi per gran parte del match, in particolare
nei primi 20’, dove il dato relativo ai tiri è stato emblematico: ben 15 a 1 in
favore dei padroni di casa, a favorire la risposta più che positiva da parte di
Niklas Schlegel, al rientro dopo due partite in panca. Alla truppa di Tomas
Mitell va dato tuttavia il grande merito di aver saputo soffrire e soprattutto accettare
di essere, ad oggi, inferiori a quella diretta da Serge Aubin. Assieme alla minor
voglia di strafare, e quindi accogliendo la ‘strigliata’ del Fazz di venerdì
sera, sta probabilmente qui la chiave del punticino portato in cascina, e il
punto numero dieci di Jere Innala è stato il giusto premio, nonostante qualche decisione arbitrale discutibile in favore degli ospiti. Allo stato attuale
delle cose, rimuginare troppo sui quattro minuti di superiorità numerica non
sfruttati ad inizio terzo tempo significherebbe un po’ tornare a pensare di
essere, sempre citando il numero 17, gli ZSC Lions. È sì vero che, complice anche
il penaltykilling più performante del campionato, il Lugano ha faticato
tremendamente a superare la blu offensiva e installarsi con una certa
insistenza nello spicchio locale. Aspetto, questo, sul quale lo staff
sottocenerino dovrà lavorare alacramente al più tardi nell’imminente pausa internazionale.
Buono, infine, l’esordio stagionale di Anton Besanidis, mentre i fratelli Togni
(con Davide al debutto assoluto in National League) non sono stati impiegati. La
risposta fornita dai biancogialloneri, mettendo tutto sulla bilancia, è
soddisfacente e benaugurante in vista dei tre impegni rimanenti prima dello
stop. Sarà imperativo darle seguito e unire i ranghi facendo proprio quello che
dovrà diventare il motto della stagione: ‘Non siamo lo Zurigo’.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)