È arrivato quando il
mercato stava per chiudere, è diventato bianconero perché era
sfumato l'ingaggio di Jay Enem. Albian Ajeti è una
sentenza, sottoporta è cinico, spietato e non perdona. Al suo
acquisto era stata posta l'obiezione che il suo ultimo anno, fosse
stato deludente. Croci-Torti, sornione, aveva risposto che
invece i numeri attestavano, incontestabilmente, il valore del
giocatore. L'attaccante ha subito dimostrato che la rete è capace di
gonfiarla e anche con continuità. A Thun il suo timbro lo ha
apposto, certo l'errore di Bürgy, che ha tentato l'anticipo, è
stato marchiano. Ma poi l'azione bisogna concluderla e l'occasione è
necessario concretizzarla. E tutto questo, e molto altro ancora, è nelle corde di Ajeti.
E l'attacco del Lugano è diventato un punto di forza. Dubbi
dissipati dal campo, il reparto suscitava un connubio di apprensione
e preoccupazione. Ma i risultati evidenziano un livello importante.
Dereck Moncada, nonostante l'età, è una realtà,
altro che prospetto, spregiudicatezza, forza e talento lo rendono
una certezza. Beckham Castro quando è stato chiamato in
causa, non ha mai sfigurato, si è fatto trovare pronto e non può
che crescere, compito facilitato dal fatto che la squadra gira a
meraviglia.
(Foto
FC Lugano)