Nel calcio, prevale il tifo
sull'estetica. Pensiamo, infatti, che nessun tifoso neutrale abbia
scelto di vedere Udinese-Milan al posto del Clásico spagnolo,
avendone la possibilità. Chi non lo è si è sintonizzato, suo
malgrado, sul Friuli di Udine, sovente maledicendo la scelta: i
tifosi del Milan, se non altro, si sono consolati con la vittoria, e
i ticinesi col cuore rossonero avranno anche apprezzato la prova di
Ardon Jashari (da una sua conclusione è nato il secondo gol dei
milanesi), augurandosi, in ottica Nati, che Ruben Amorim gli dia più
spazio in futuro. I neutrali, al contrario, si sono goduti forse
quanto di meglio il calcio mondiale per club, e non solo quello
spagnolo (che è campione del mondo, come ben sappiamo) possa oggi
offrire. Gesti tecnici sopraffini (la rete decisiva dei madridisti
nasce da un gioco di gambe di Bellingham difficile anche solo da
immaginare alla PlayStation), intensità, valori individuali di
qualità superiore. È finita, come sappiamo, 1-2 per i Blancos,
risolta da Kylian Mbappé con una doppietta: il francese ha anche
vinto il suo dello personale con Lamine Yamal, in attesa che i
giurati di France Football decidano chi è stato il migliore in
questo 2026. Una partita decisa da un fuoriclasse, giocata dagli
ospiti sulle ripartenze, coi padroni di casa che dovranno meditare
sui propri errori dietro (le reti del Real sono nate da due topiche
difensive) e sui difetti di mira, anche dei migliori, nei sedici
metri avversari. In classifica il Barça resta davanti (27 punti),
con Átletico Madrid (25) e Real (24) che inseguono. Ma che
spettacolo.
CAMPIONATO SPAGNOLO
Mou, grazie a Mbappé, espugna Barcellona