NATIONAL LEAGUE
L’importanza delle parole
Pubblicato il 26.10.2026 09:48
di Marco Maffioletti
Un piccolo gesto, una frase: a volte basta poco per toccare le corde giuste dei giocatori. Poco importa l’età e l’esperienza, un complimento, qualche parola di conforto possono rivelarsi un toccasana nei momenti di difficoltà per qualsiasi atleta. Melvin Nyffeler, il portiere del Rapperswil, ha iniziato la stagione in maniera pessima. Statistiche bassissime, poche parate decisive e più in generale non ha trasmesso a solita sicurezza. Lui che solitamente è una garanzia. In panchina contro l’Ambrì venerdì sera, sabato il 31enne è tornato a difendere la gabbia dei Lakers per la sfida in quel di Kloten. Il nativo di Billikon è stato uno dei protagonisti, parando ben 25 tiri avversari, incassando una sola rete e uscendo con una percentuale di parate superiore al 96%. L’estremo difensore ha fronteggiato diverse conclusione pericolose e in sostanza “ha rubato” la contesa permettendo al Rappi d’imporsi con il punteggio di 2 a 1. A fine gara Nyffeler, intervistato dai colleghi di MySports, ha svelato un piccolo retroscena. “Markus Bütler (il CEO del Rapperswil ndr), mi ha convocato la mattina prima del match in palestra, di solito non è mai un bel segnale. Le sue parole? Sei qui da ormai tanti anni, ben 12, credo in te, io so esattamente quello che tu sai fare”. Affermazioni che hanno toccato le corde giuste. “Sono le piccole cose, erano le parole di cui avevo bisogno in quel momento”, conclude “Nyf”. Un ulteriore esempio di quanto sia importante sentire la fiducia, non c’è miglior medicina nei momenti bui. Bütler, da ex giocatore, evidentemente sa ancora meglio di altri dirigenti cosa significa non performare a dovere e come ci si senta. Insomma, un minutino impiegato nel migliore dei modi. Da questa storia si evince una volta in più, come dietro alle maschere o alle corazze che fanno apparire i portieri una sorta di guerrieri rispettivamente robot inscalfibili, ci siano sentimenti e pensieri. Già, perché spesso si tende a sottovalutare le emozioni che passano nella testa di chi svolge il proprio lavoro sotto gli occhi di migliaia di persone: un onore, un privilegio, ma anche un’enorme responsabilità. Una responsabilità che se gestita male negli istanti difficili può metterti mentalmente al tappeto.