Un piccolo gesto, una frase: a
volte basta poco per toccare le corde giuste dei giocatori. Poco
importa l’età e l’esperienza, un complimento, qualche parola di
conforto possono rivelarsi un toccasana nei momenti di difficoltà
per qualsiasi atleta. Melvin Nyffeler, il portiere del Rapperswil, ha
iniziato la stagione in maniera pessima. Statistiche bassissime,
poche parate decisive e più in generale non ha trasmesso a solita
sicurezza. Lui che solitamente è una garanzia. In panchina contro
l’Ambrì venerdì sera, sabato il 31enne è tornato a difendere la
gabbia dei Lakers per la sfida in quel di Kloten. Il nativo di
Billikon è stato uno dei protagonisti, parando ben 25 tiri
avversari, incassando una sola rete e uscendo con una percentuale di
parate superiore al 96%. L’estremo difensore ha fronteggiato
diverse conclusione pericolose e in sostanza “ha rubato” la
contesa permettendo al Rappi d’imporsi con il punteggio di 2 a 1. A
fine gara Nyffeler, intervistato dai colleghi di MySports, ha svelato
un piccolo retroscena. “Markus Bütler (il CEO del Rapperswil ndr),
mi ha convocato la mattina prima del match in palestra, di solito non
è mai un bel segnale. Le sue parole? Sei qui da ormai tanti anni,
ben 12, credo in te, io so esattamente quello che tu sai fare”.
Affermazioni che hanno toccato le corde giuste. “Sono le piccole
cose, erano le parole di cui avevo bisogno in quel momento”,
conclude “Nyf”. Un ulteriore esempio di quanto sia importante
sentire la fiducia, non c’è miglior medicina nei momenti bui.
Bütler, da ex giocatore, evidentemente sa ancora meglio di altri
dirigenti cosa significa non performare a dovere e come ci si senta.
Insomma, un minutino impiegato nel migliore dei modi. Da questa
storia si evince una volta in più, come dietro alle maschere o alle
corazze che fanno apparire i portieri una sorta di guerrieri
rispettivamente robot inscalfibili, ci siano sentimenti e pensieri.
Già, perché spesso si tende a sottovalutare le emozioni che passano
nella testa di chi svolge il proprio lavoro sotto gli occhi di
migliaia di persone: un onore, un privilegio, ma anche un’enorme
responsabilità. Una responsabilità che se gestita male negli
istanti difficili può metterti mentalmente al tappeto.
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L’importanza delle parole