Per le nuove elezioni in FIGC sembrava tutto a posto: dopo
il pasticcio burocratico emerso poco tempo dopo l'elezione di Giovanni Malagò a
presidente, con decadenza del medesimo e sua nomina a commissario, in attesa di
una nuova rielezione con lo stesso dirigente romano unico candidato, la corsa
alla presidenza della FIGC si è improvvisamente complicata, con l'inserimento a
sorpresa di un nome piuttosto conosciuto nell'ambiente: Adriano Galliani.
L'ex plenipotenziario di Milan e Monza ha infatti ha
compiuto il passaggio formale necessario per sostenere la propria candidatura,
tesserandosi come dirigente accompagnatore dell’Enotria 1908, che è una
dilettantistica milanese esistente da tempo (l'anno di nascita è infatti
inserito nella ragione sociale), fatto peraltro confermato dall'ANSA. Il bando
prevede che le candidature siano presentate entro il 4 novembre; l’assemblea
elettiva è già stata convocata per il 14 dicembre. La candidatura dell'anziano
dirigente (ha compiuto 82 anni il 30 di luglio), secondo Michele Criscitello,
direttore di Sportitalia, nota emittente sportiva meneghina, non sarebbe una
semplice provocazione, ma qualcosa di più concreto.
Secondo il giornalista, la Lega Serie A, che in estate aveva
appoggiato senza riserve Malagò contrapposto a Giancarlo Abete, sarebbe invece
oggi profondamente divisa: il primo manterrebbe ancora la maggioranza, ma il
secondo godrebbe dell'appoggio, tra gli altri, del presidente dell'Inter
Giuseppe Marotta, unitamente a Luca Percassi dell'Atalanta. Un clamoroso
voltafaccia, visto che il massimo dirigente interista si era speso, pochi mesi
fa, per l'attuale commissario FIGC. Una decina i club incerti; tuttavia, non è
un mistero che la posizione dei dirigenti dei club più quotati va sempre a
influenzare quella di chi è a capo delle società più piccole.
Ma cosa sarebbe successo, in questi ultimi mesi, di così
grave da far incrinare il rapporto tra Giovanni Malgò e i suoi grandi elettori?
I club lamentano un problema di metodo nelle scelte relative alla Nazionale,
prima fra tutti la scelta del commissario tecnico, caduta su Roberto Mancini,
mentre buona parte delle società avrebbe preferito Antonio Conte. La scelta di
Diana Bianchedi come dirigente accompagnatrice della Nazionale azzurra,
dimessasi dopo le polemiche, donna di fiducia del Neopresidente federale,
sarebbe stata accolta malissimo dai vertici della Serie A, considerando che
l'ex fiorettista non proviene dall'ambiente del calcio. Il lancio, ancora da
ufficializzare, della candidatura Galliani è quindi un segnale fortissimo verso
quello che resta il presidente designato, il quale ha ovviamente chiesto il
sostegno unitario di tutta la Serie A, ma ha confermato di voler andare avanti
per la propria strada. Ci sono poi i movimenti nei confronti delle altre
componenti del calcio d'oltre confine: Serie C, Dilettanti e allenatori. Molto
influente, ovviamente, sarà la posizione del Ministro italiano dello Sport
Andrea Abodi, non certo al fianco di Giovanni Malagò. Vedremo, quindi, il 4 del
mese prossimo, se Adriano Galliani (tra l'altro senatore di maggioranza per il Gruppo
Forza Italia) sarà o meno candidato alla presidenza della FIGC: sarà il segnale
concreto di una forte spaccatura della Serie A. Affaire à suivre, dunque.
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