HC LUGANO
Una mancanza di leadership?
Pubblicato il 28.10.2026 08:37
di Marco Maffioletti
Venti minuti di illusione, poi il crollo. Ovvio, le assenze pesanti sono un’attenuante per il Lugano, ma una volta i più ci si chiede come sia possibile una metamorfosi così negativa all’interno della stessa partita. Il 7 a 2 patito a Zugo è pesante. Peccato per i bianconeri, capaci d’interpretare il primo periodo in maniera ottimale: disciplina, accortezza e sapienza che permettano a Aebischer e cricca di concludere in vantaggio per 1 a 0 grazie alla rete di Thomson. Purtroppo per i sottocenerini la musica cambia a partire dal secondo tempo. Penalità evitabili, errori individuali e così i Tori nello spazio di soli 8’, dal 25’ al 33’, bucano quattro volte Mayer. Il portiere ci mette anche del suo, con una uscita completamente errata in occasione del quarto gettone locale. L’ultima frazione diventa dunque cosmetica, malgrado il secondo punto siglato da Lycksell. Che dire? Il Lugano sembra fragile mentalmente, non riesce a trovare la continuità di rendimento e le assenze di certo non aiutano. Il problema? Oltre appunto alla mancanza di tanti uomini chiavi, chi dovrebbe tirare il carro tra coloro regolarmente presenti, non lo fa con la dovuta ispirazione. I vari Kupari e Lycksell (malgrado la rete) non stanno dimostrando la necessaria personalità per sopperire alle defezioni. La sensazione è che manchi un po’ di leadership, il Lugano a Zugo è sembrato accettare il suo destino, non ci sono stati veri “scleri” o gesti di ribellione. Una sorta di rassegnazione che dovrà assolutamente essere cancellata in vista dell’impegno di domani contro il Losanna. Vodesi reduci da una figuraccia ancora più clamorosa, dopo le nove pappine incassate davanti al pubblico amico di fronte al Langnau.
(KEYSTONE/Michael Schmid)