Cresciuto nel settore giovanile del Lugano, con il quale ha
esordito in National League nella stagione 2020/2021, prima di una lunga
gavetta tra Ambrì, Biasca e Bellinzona. In Swiss League è stato addirittura
eletto miglior portiere dell’anno, attirando l’attenzione del Kloten. La
carriera di Davide Fadani, nella cittadina aeroportuale, è di fatto decollata,
e nonostante la concorrenza di due pilastri come Ludovic Waeber prima e
nientemeno che Reto Berra da questa stagione, l’estremo difensore ha preso
sempre più in mano le chiavi della porta zurighese.
“Per me è un privilegio poter avere un compagno come Reto,
è un ragazzo molto disponibile nei miei confronti e io a mia volta ho ogni
giorno l’occasione di imparare qualcosa di nuovo da lui. È sempre positivo,
anche quando il titolare sono io mi sostiene sempre. Questo naturalmente aiuta
tutto l’ambiente. Per quanto mi concerne, sono molto contento di aver potuto
giocare sia contro il Lugano che contro l’Ambrì”.
Come è stato il tuo impatto in una realtà grande come
quella di Zurigo?
“Il Ticino (ha vissuto a Lugano e Bellinzona) è stato molto importante per me, in quanto ho potuto imparare a vivere e a cavarmela da solo. A Kloten ho trovato una sorta di famiglia, siamo molto affiatati e i risultati negativi non intaccano minimamente l’ambiente che si è creato tra di noi. Ci stiamo tuttavia riprendendo e la situazione, sono convinto, migliorerà. Vincere aiuta a vincere, non sarà evidente la scalata, in modo particolare una realtà come la nostra: con le assenze fatichiamo maggiormente rispetto ad altre rivali. Tornando a me, è un onore indossare questa maglia e difenderne la storia. Lo è per tutti noi”.
“Il Ticino (ha vissuto a Lugano e Bellinzona) è stato molto importante per me, in quanto ho potuto imparare a vivere e a cavarmela da solo. A Kloten ho trovato una sorta di famiglia, siamo molto affiatati e i risultati negativi non intaccano minimamente l’ambiente che si è creato tra di noi. Ci stiamo tuttavia riprendendo e la situazione, sono convinto, migliorerà. Vincere aiuta a vincere, non sarà evidente la scalata, in modo particolare una realtà come la nostra: con le assenze fatichiamo maggiormente rispetto ad altre rivali. Tornando a me, è un onore indossare questa maglia e difenderne la storia. Lo è per tutti noi”.
Quanta è stata importante la gavetta in Swiss League, prima
con i Rockets e poi con gli Snakes?
“È stata fondamentale. Devo molto a questa realtà, senza di loro probabilmente la chiamata del Kloten non sarebbe mai arrivata…”.
“È stata fondamentale. Devo molto a questa realtà, senza di loro probabilmente la chiamata del Kloten non sarebbe mai arrivata…”.
C’è del rammarico per non aver convinto Lugano e Ambrì a
non trattenerti?
“Assolutamente no. Al contrario, forse, saranno loro ad avere dei rincrescimenti nell’avermi lasciato andare così facilmente. Ringrazio ancora il Kloten per aver creduto in me, in un campionato così selettivo per i portieri”.
“Assolutamente no. Al contrario, forse, saranno loro ad avere dei rincrescimenti nell’avermi lasciato andare così facilmente. Ringrazio ancora il Kloten per aver creduto in me, in un campionato così selettivo per i portieri”.
Nel corso di quest’anno sono arrivati anche due eventi
importanti come i Giochi Olimpici e i Mondiali. Quanto ti sono serviti per
compiere un’ulteriore crescita?
“Grazie alle prestazioni con il Kloten sono arrivate queste due chiamate molto prestigiose. A livello personale sento di essere cresciuto molto sul piano della sicurezza nei miei mezzi. Quando ti confronti con star mondiali e magari riesci a fermare qualche loro conclusione la fiducia sale e di conseguenza compi dei passi avanti. Ho potuto realizzare il sogno che hanno molti bambini, mi inorgoglisce ma ho ancora tanto da imparare. Il portiere è un mestiere solitario e sai di essere tu l’ultimo ostacolo per gli avversari”.
Il ragazzo, seppur rimasto umile, è concentrato e cosciente di avere un maestro come Reto Berra al suo fianco, dal quale carpire tanti trucchi del mestiere per migliorarsi ulteriormente e confermarsi tra i migliori portieri della seconda lega più prestigiosa al mondo.
“Grazie alle prestazioni con il Kloten sono arrivate queste due chiamate molto prestigiose. A livello personale sento di essere cresciuto molto sul piano della sicurezza nei miei mezzi. Quando ti confronti con star mondiali e magari riesci a fermare qualche loro conclusione la fiducia sale e di conseguenza compi dei passi avanti. Ho potuto realizzare il sogno che hanno molti bambini, mi inorgoglisce ma ho ancora tanto da imparare. Il portiere è un mestiere solitario e sai di essere tu l’ultimo ostacolo per gli avversari”.
Il ragazzo, seppur rimasto umile, è concentrato e cosciente di avere un maestro come Reto Berra al suo fianco, dal quale carpire tanti trucchi del mestiere per migliorarsi ulteriormente e confermarsi tra i migliori portieri della seconda lega più prestigiosa al mondo.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)