Ottima gestione dei momenti cruciali, giocatori con un ruolo
ben definito e i leader a trascinare con le loro reti. No, non è il riassunto
di una partita di un anno fa, bensì è la sintesi della vittoria di un Lugano
finalmente padrone del ghiaccio e costante sull’arco di tutto l’incontro. Uniamo
lo splendido shutout di Niklas Schlegel e il rientro di Marco Zanetti, elemento
sempre più prezioso e imprescindibile negli equilibri del quarto blocco, ed ecco
che abbiamo gli ingredienti per la serata praticamente perfetta, con un
perentorio 4-0 rifilato ad un Losanna in evidente difficoltà, al netto di un
contingente ridotto, in particolare nei propri stranieri (solo tre quelli
schierati dai vodesi) ma ad immagine di un Philip Kurashev, grande atteso un po’
da tutto il campionato, praticamente mai pericoloso dalle parti del portiere
locale. Ciò non va a sminuire la prova fornita dai bianconeri, avanti
praticamente subito grazie a Luca Fazzini (che si ripeterà al 27’) e con Olle
Lycksell (alla terza segnatura nelle ultime quattro sfide) ad allungare il
margine a poco meno di due minuti dalla prima sirena. A chiudere i conti ci ha
pensato Zach Sanford, finalmente presente a tutta pista e rinvigorito dal buon
momento di Rasmus Kupari, autore dell’assist allo statunitense dopo una
cavalcata che ha messo in risalto tutte le sue qualità di pattinaggio. Il
Lugano non ha dunque perso il controllo del vantaggio, allungando nel periodo
centrale (e anche questa è una notizia) per poi gestire, senza rinunciare all’offensiva,
nell’ultima frazione. A voler cercare il pelo nell’uovo, si potrebbe quasi
rammaricare sulle numerose occasioni sciupate. Ogni ulteriore cavillo è però
superfluo, dati i recenti risultati. La truppa di Tomas Mitell ha lanciato il
suo segnale in vista del derby.
(Foto PostFinance/KEYSTONE/Ti-Press/Andrea Branca)