L'INTERVISTA
La nuova vita di Aris in Kosovo
Pubblicato il 30.10.2026 09:30
di Enrico Lafranchi
Aris Sörensen quest’estate ha lasciato Bellinzona per andare a giocare in Kosovo. Una decisione, quella maturata nel giovane granata, di fare una nuova esperienza all’estero dopo quelle vissute a 16 anni (!) nella Sampdoria (Primavera). Gioca nel KF Llapi, squadra kosovara che prende il nome del fiume che attraversa la città di Podujevo. I dirigenti lo hanno accolto con grande empatia, Aris è naturalmente felice di questa sua scelta:
“Sono arrivato qui il 20 luglio. Mi hanno cercato loro, di comune accordo con l’ACB”.
Come è messa la squadra?
“Purtroppo siamo penultimi in classifica. Veniamo da un periodo difficile. I risultati stentano ad arrivare. Dopo la pausa delle nazionali va un po’ meglio: abbiamo fatto due pareggi di fila e perse due partite di stretta misura”.
La vittoria stenta ad arrivare…
“Abbiamo vinto solo una partita, restiamo però fiduciosi. Sabato giochiamo con il Prishtina secondo in classifica. Sarà dura…”.
Chi è l’allenatore?
“Si chiama Tahir Batatina, è in panchina da oltre 10 anni”.
È lecito essere ottimisti?
“Siamo convinti che riusciremo a portarci fuori dalla zona calda”.
In che ruolo stai giocando?
“Sto giocando a sinistra in una difesa a tre”.
Difficoltà linguistiche?
“Direi di no, parlo l’inglese. E con due ragazzi anche l’italiano. Ammetto che l’albanese è troppo difficile…”.
Per Aris c’è la soddisfazione di continuare il suo cammino di giocatore alla grande dopo i gravi infortuni che lo avevano colpito al ginocchio, prima a Yverdon nel 2023, poi a Bellinzona l’anno dopo (rottura del legamento crociato e lesione al menisco esterno). Gli si è ora presentata l’occasione per dimostrare che il calcio può talvolta diventare una vera e propria sfida. Non è un dettaglio.