C'è una cosa che ha detto il Crus, nella conferenza stampa post partita, che ci trova del tutto d'accordo: e cioè che, nelle passate stagioni, ogni volta che il Lugano, grazie ai risultati delle avversarie, si trovava nelle condizioni di poter allungare su chi seguiva, o accorciare su chi stava davanti, regolarmente la vittoria non arrivava. Pareggi o sconfitte rocambolesche, sempre con avversari sulla carta inferiori o, comunque, alla portata. Rimpianti, musi lunghi, delusioni e, sempre, quella sensazione che mancasse qualcosa per poter davvero provare a insidiare le grandi del nostro calcio.
Davanti a una AIL Arena esaurita per la prima volta, e con il patron Joe Mansueto a sorpresa in tribuna, i bianconeri non hanno certamente disputato la miglior partita di questa stagione: l'uscita di Moncada, toccato duro da un avversario dopo venti minuti, ha cambiato i piani partita dei ticinesi, in vantaggio comunque di due gol dopo mezz'ora scarsa di gioco, grazie alle reti di Dos Santos e Cimignani con la complicità involontaria del portiere rossoblù Omlin. I padroni di casa, però, nel prosieguo dell'incontro, hanno subito un po' troppo il ritorno degli avversari, i quali hanno accorciato le distanze al 37' con Philip Otele e, soprattutto nella ripresa, hanno schiacciato la capolista nella propria metà campo, pur dimostrando limiti in fase di finalizzazione. Il Lugano, invece, ha faticato a ripartire, messo alle corde da un Basilea tosto e superiore a livello d'intensità. Dopodiché, il fortino bianconero ha retto sino in fondo, dimostrando grande resilienza. Una prestazione che dimostra, a detta di Mattia Croci-Torti, che i suoi sentono il peso mentale di questi ritmi, soprattutto quando si devono giocare, come questa settimana, tre partite. Ma che, nonostante questo, hanno saputo portare a casa una vittoria preziosa.
Il fatto oggettivo quindi, è che i sottocenerini, al termine di questa dodicesima giornata, sono in testa con 9 lunghezze di vantaggio sulla seconda, lo Young Boys uscito battuto in casa 3-5 da uno Zurigo in chiara ripresa, e che si ritrova ora quarto in classifica, a 5 lunghezze dai bernesi. Il Paròn Nereo Rocco avrebbe detto che sono 3 settimane di vantaggio: alla vigilia di una partita di campionato non facile a San Gallo, domenica prossima, che seguirà quella di Conference League in casa, giovedì sera, contro i lituani del Kauno Zalgiris, è davvero tanta roba. Al rientro poi dalla Svizzera orientale, la sosta per le nazionali, che permetterà a tutti di scaricare un po' di tossine e tensione: la stagione è ancora lunghissima, ma il calcio è fatto anche di sensazioni. E la consapevolezza che, anni fa, questa partita sarebbe finita diversamente, è di quelle che aiutano a guardare avanti.
Davanti a una AIL Arena esaurita per la prima volta, e con il patron Joe Mansueto a sorpresa in tribuna, i bianconeri non hanno certamente disputato la miglior partita di questa stagione: l'uscita di Moncada, toccato duro da un avversario dopo venti minuti, ha cambiato i piani partita dei ticinesi, in vantaggio comunque di due gol dopo mezz'ora scarsa di gioco, grazie alle reti di Dos Santos e Cimignani con la complicità involontaria del portiere rossoblù Omlin. I padroni di casa, però, nel prosieguo dell'incontro, hanno subito un po' troppo il ritorno degli avversari, i quali hanno accorciato le distanze al 37' con Philip Otele e, soprattutto nella ripresa, hanno schiacciato la capolista nella propria metà campo, pur dimostrando limiti in fase di finalizzazione. Il Lugano, invece, ha faticato a ripartire, messo alle corde da un Basilea tosto e superiore a livello d'intensità. Dopodiché, il fortino bianconero ha retto sino in fondo, dimostrando grande resilienza. Una prestazione che dimostra, a detta di Mattia Croci-Torti, che i suoi sentono il peso mentale di questi ritmi, soprattutto quando si devono giocare, come questa settimana, tre partite. Ma che, nonostante questo, hanno saputo portare a casa una vittoria preziosa.
Il fatto oggettivo quindi, è che i sottocenerini, al termine di questa dodicesima giornata, sono in testa con 9 lunghezze di vantaggio sulla seconda, lo Young Boys uscito battuto in casa 3-5 da uno Zurigo in chiara ripresa, e che si ritrova ora quarto in classifica, a 5 lunghezze dai bernesi. Il Paròn Nereo Rocco avrebbe detto che sono 3 settimane di vantaggio: alla vigilia di una partita di campionato non facile a San Gallo, domenica prossima, che seguirà quella di Conference League in casa, giovedì sera, contro i lituani del Kauno Zalgiris, è davvero tanta roba. Al rientro poi dalla Svizzera orientale, la sosta per le nazionali, che permetterà a tutti di scaricare un po' di tossine e tensione: la stagione è ancora lunghissima, ma il calcio è fatto anche di sensazioni. E la consapevolezza che, anni fa, questa partita sarebbe finita diversamente, è di quelle che aiutano a guardare avanti.
(Foto Georgi Stojanov)