SERIE A
Lazio leader: durerà?
Pubblicato il 02.11.2026 08:38
di Silvano Pulga
In attesa di Sassuolo-Fiorentina e Atalanta-Parma, in programma nel tardo pomeriggio e nella serata di oggi, vale la pena di analizzare i cinque spunti principali che ci ha offerto questa giornata (la decima) della Serie A. Del derby meneghino di sabato ci siamo già occupati diffusamente in precedenza: tuttavia la sua importanza non è solamente nell'aver rimpolpato la classifica dei rossoneri, traballante dopo la sconfitta interna col Bologna di mercoledì, ma nell'aver dimostrato alle squadre con ambizioni di alta classifica che l'Inter, anche in campionato, dove pure aveva trovato il successo in rimonta in diverse occasioni, può perdere delle partite. 
Juventus- Napoli, una sorta di derby tra deluse, ha visto prevalere i bianconeri. Spalletti, nel complimentarsi con la squadra, ha detto che il discorso di Carnevali ai suoi, dopo la sconfitta di Genova, ha ricompattato l'ambiente. Vale per i bianconeri lo stesso discorso fatto per il Milan: dietro ogni buona classifica c'è la continuità, che va dimostrata settimana dopo settimana. E senza, si sa, non si va da nessuna parte. Per quanto riguarda i partenopei, il quarto posto si allontana: 9 sono le lunghezze che separano i partenopei dal quarto posto. Qua la continuità c'è, ma in negativo. 
Chi la l'ha trovata è, invece, il Como. I lariani hanno forse faticato più del dovuto al Sinigaglia contro un Venezia ben disposto da Nicola, e hanno prevalso solo grazie a un rigore, trasformato a fine primo tempo dal capitano ex Losanna Lucas Da Cunha. Polemiche a fine gara per un possibile penalty per fallo di mano di Milla sullo 0-0: secondo il regolamento, però, nella circostanza il difendente non sarebbe punibile in quanto il pallone sarebbe rimbalzato sul braccio del giocatore lariano dopo essere stato giocato da un compagno di squadra, e senza che il difensore avesse cercato il contatto con la sfera. Ci può stare, ma è un fatto che ai comaschi, oggi, si applica un metro di tutela normalmente applicato a squadre di blasone, in una situazione che persino per Fàbregas, nell'immediato, era da rigore netto. Non che sia sbagliato (dovrebbe essere la normalità per tutti, ovviamente): però, in una stagione dove il VAR sembrava aver abdicato in nome della decisione dell'arbitro di campo, vedere una situazione incerta rovesciata sta diventando una rarità.
La Lazio di Gattuso approfitta dello stop imposto all'Inter nel derby, portando a casa la posta piena in casa contro il mai banale Cagliari; la Roma risponde con una manita a un'Udinese che ha messo assieme solo un punto nelle ultime 8 partite. Per i giallorossi, la vittoria significa terzo posto a -4 dai rivali cittadini, e una Capitale che torna a esserlo anche nel calcio.
Infine, il Frosinone: la squadra di Alvini, con tanti giocatori in prestito e ben 7 italiani negli 11 schierati a inizio gara, batte anche il Torino e s'installa al settimo posto, davanti a Juventus e Napoli. Vedremo se durerà; ma, per ora, è una realtà sicuramente interessante.