L'INTERVISTA
"Il Crus? Sempre stato un trascinatore..."
Pubblicato il 02.11.2026 08:46
di Enrico Lafranchi
“Il Lugano se giocasse nella nostra serie A sarebbe una delle squadre ai vertici della classifica. Ha tutti giocatori di ottimo livello e un grande allenatore”. È questa la ‘radiografia’ fatta da  Roberto Gatti alla squadra ‘faro’ di Super League in occasione di un’intervista fatta a Varese per un’emittente privata. Gatti, conosciuto come ‘Mister Promozione’ si è raccontato nella trasmissione “Figli di un gol minore” parlando del Lugano e del nostro calcio che lo aveva visto protagonista, sia da giocatore che da allenatore. Aveva preso posto sulla panchina di Cornaredo, quando già allenava la Under 21, per sostituire Sonzogni che era stato esonerato. Con Cao Ortelli aveva portato a termine felicemente il campionato, la società per la stagione a venire aveva però già ingaggiato Roberto Morinini.
Oggi sui siti figura allenatore del Saronno in Eccellenza, notizia che tuttavia ci ha smentito:
“Mi hanno chiamato, è vero, ma non ho accettato. Mi sto trasferendo con la famiglia a Parma”.
Qualcosa in vista in Emilia-Romagna?
“Noo, mi preparo ad andare in pensione…” (si ride).
Che ricordi hai del Ticino?
“Soprattutto del Chiasso ho dei ricordi meravigliosi. Da giocatore ho fatto l’ultima promozione in serie A (LNA) e da giocatore quella in B. È stato bello, la squadra era di quasi tutti ticinesi: da Nicola Albisetti a Mirko e Roberto Negri, con Bianchi in porta, Locatelli che giocava da terzino, il caro Natan Besozzi (1970-2019). Mi ricordo che Damiano (Bianchi) ha disputato otto partite senza subire gol. Era un gran portiere!”.
Hai collezionato un bel bottino di promozioni:
“Eh sì, 10… anzi 11 con la promozione del Chiasso in serie B”.
Una bella carriera, è il caso di sottolinearlo, sia da giocatore che da allenatore: contento?
“Di tutto quello che ho vissuto, sia sul campo che in panchina, ho un ottimo ricordo. Ho fatto una promozione in serie A col Lugano e una, sempre in A, col Chiasso che potremmo definire storica. Penso che in rossoblù sono il giocatore che ha fatto piu partite. Sì, sono molto contento”.
Oggi nel nostro calcio che va per la maggiore (vedi FC Lugano) non c’è praticamente più traccia di giocatori ticinesi: a cosa è dovuto?
“Nel Lugano giocavano Penzavalli, Colombo, Manfreda, Pelosi, Morf, Fornera, Degiovannini, Giampietro Zappa (1956-2006), giocatori praticamente fatti in casa o dei vicini. Adesso è un altro calcio, il Lugano è di un livello stratosferico. È una società incredibile, ha grandi mezzi economici. Però c’è ancora tanta ‘ticinesità’, Mattia sta facendo qualcosa di fantastico”.
Sì, Crus brilla davvero di luce propria:
“L’ho allenato quand’era un ragazzino, penso che sia stato il suo primo allenatore… Poi quand’ero a Lugano con la Under 21 avevo detto ad Enrico Morinini di prenderlo. Mattia era un trascinatore già da bambino. Un giocatore non  che debba avere competenze tecniche-tattiche, deve avere un carattere particolare. Lui, ripeto, trascinava la squadra (quante volte lo abbiamo visto rientrare negli spogliatoi stremato, ndr). Adesso da allenatore è ad altissimo livello”.
Dici ‘prova di carattere’, ma come spieghi che agli inizi di carriera a Mendrisio era stato licenziato, per mancanza di risultati, dopo appoche giornate mentre oggi è un allenatore blasonato?
“È stato bravo, secondo me, a sfruttare il momento. Ha fatto subito dei risultati. Encomiabile!”.
Il suo secondo, Carlo Ortelli sa pure il fatto suo.Non avrebbe meritato una panchina tutta sua?
“‘Cao’ è bravissimo anche lui. In campo è un maestro. Lo ricordo molto volentieri sia come persona che da allenatore. Un gentleman “.
Vieni ancora a vedere il Lugano?
“Purtroppo no, è da tantissimo tempo che non lo vedo più a causa dei miei impegni. Mi è comunque capitato di vederlo alla televisione. Mi piace come squadra e come gioca”.
Ringraziando Roberto per la sua disponibilità, chiudiamo con una domanda… fatale: torneresti ad allenare in Ticino?
“Ci tornerei per tutta la vita, sono stato benissimo. Ma ormai i miei tempi sono passati. Ci sono tanti allenatori giovani che sono anche bravi. Io quello che dovevo fare l’ho fatto. Sono stato bene anche a Mendrisio e a Stabio. Tra l’altro con Rapelli abbiamo vinto la coppa Ticino a Rivera contro gli Azzurri e la Supercoppa a Bellinzona”.
Roberto, come precisato, si sta trasferendo:
"Sì, abbiamo comperato casa a Parma dove abita mio figlio col nipotino. In buon motivo per trasferirci tutti in Emilia-Romagna". 
(Un giovane Roberto Gatti, nella foto ENLA)