Ciclismo
Il Giro 2027 strizza l'occhio... ai motori
Pubblicato il 04.11.2026 08:52
di Silvano Pulga
Presentato a Roma, nella cornice dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il percorso della 110ª edizione del Giro d’Italia, in programma da sabato 8 a domenica 30 maggio 2027. Come anticipato, si preannuncia una corsa particolarmente impegnativa: sei arrivi in salita (uno dei quali sarà la cronoscalata a Campo di Giove, in Abruzzo), due prove contro il tempo (la seconda si svolgerà dall’Autodromo di Monza a Milano), per un totale di 3.418,9 km, un dislivello complessivo di 50.250 metri e una lunghezza media delle tappe di 162,8 km.
Trovano conferma, tutto sommato, le anticipazioni circolate in sala stampa durante il Giro di Lombardia: sarà una Grande Partenza a cavallo tra Italia e Slovenia, con il via e l’arrivo della prima tappa a Trieste. La corsa sconfinerà poi nella patria di Tadej Pogačar, dove si disputerà la seconda frazione, interamente in territorio sloveno, da Koper/Capodistria alla capitale Lubiana.
Il percorso si svilupperà soprattutto in quota: oltre alla già citata cronoscalata a Campo di Giove, sono previsti arrivi in salita sul Monte Livata, a Sarnano, ai Piani di Bobbio e a Madonna di Campiglio. Nella fase decisiva della corsa, dopo la cronometro da Monza a Milano di domenica 23 maggio, martedì 25 sarà la volta del tappone alpino lombardo, con la doppia scalata del Mortirolo (Montagna Pantani) e del Gavia, designato Cima Coppi di questa edizione. Sabato 29, infine, spazio a quella che molti indicano già come la tappa decisiva: l'ascesa al Monte Zoncolan. Grande assente il profondo Sud Italia, una scelta che ha già sollevato qualche polemica.
Una particolarità di questa edizione sarà il coinvolgimento degli autodromi: oltre a Monza, sono previsti due arrivi in volata anche a Misano Adriatico e al Mugello. Il traguardo finale sarà invece, per il quinto anno consecutivo, a Roma.
Ma chi saranno i protagonisti? Una corsa così dura rischia di tenere lontani i corridori intenzionati a disputare il Tour de France con ambizioni di classifica, a cominciare da Remco Evenepoel. Lo stesso discorso vale per il vincitore della scorsa edizione, il danese Jonas Vingegaard. Difficile immaginare al via anche il nuovo astro nascente Paul Seixas: sarebbe sorprendente vederlo impegnato già nella prossima stagione sia al Giro sia al Tour.
La partenza in Slovenia potrebbe rappresentare un invito per Tadej Pogačar a tornare a correre sulle strade della vicina Penisola. Tuttavia, lo sloveno potrebbe essere maggiormente attratto dalla possibilità di riprovarci in Spagna, dopo la rovinosa caduta che, nella scorsa stagione, lo ha estromesso dalla corsa.
Tra i possibili protagonisti potrebbero esserci quindi Del Toro o Almeida per la UAE, Gall o Ayuso per la Trek, Pellizzari e Lipowitz per la Red Bull. Tra i corridori più esperti, Richard Carapaz potrebbe tentare l'assalto, considerando le caratteristiche del percorso, particolarmente adatte alle sue qualità. Anche Primož Roglič, attualmente alla ricerca di una squadra, potrebbe essere tentato da una partenza sulle strade di casa.
Saranno i prossimi mesi a delineare meglio il quadro dei possibili protagonisti e candidati alla vittoria finale.
(Foto Wikimedia Commons/MFran22)