AC BELLINZONA
Tedeschi, ricordo di un "gentleman"
Pubblicato il 05.11.2026 09:27
di Enrico Lafranchi
Sono trascorsi due mesi dalla scomparsa di Claudio Tedeschi il cui cuore è sempre stato legato all’AC Bellinzona anche se ha indossato la maglia di tutte e quattro le nostre squadre che andavano per la maggiore, compreso il Locarno di quegli anni. Le sue capacità tecniche e la sua esperienza hanno fatto di lui un giocatore completo. La sua ‘stella’ ha brillato a lungo al Comunale. Lo ricordiamo, in mezzo al campo, elegante nel gioco e autoritario nel guidare i suoi compagni di reparto e di sostegno all’attacco. Sportivo con la S maiuscola, si è buttato anche nella conduzione della squadra con impegno e determinazione. Fu tra i protagonisti della così detta “squadra dei maestri” (nella nostra foto Tedeschi è il terzo in piedi da sinistra) allenata da Milovan Beljin, promossa in LNA nella stagione 79-80 senza subire nemmeno una sconfitta. Forse non tutti ricordano che è stato anche alla guida del Bodio dei tempi d’oro. Giuseppe Gidari, allora DG dei leventinesi: “Claudio oltre che un gentleman era un gran conoscitore di calcio. Fummo orgogliosi che venisse ad allenare il Bodio. Da giocatore me lo ricordo soprattutto quando giocava nel Lugano”.
Tedeschi non mancava certamente di personalità. Mi ricordo che quando prese in mano le redini dell’ACB, in un momento non del tutto tranquillo, si mise subito a lavorare con quell’accanimento che è sempre stato alla base del calcio che aveva praticato.
Negli ultimi anni lo incontravamo spesso, da spettatore, al Comunale di via Primo Agosto. Ci andava a vedere i rossoblù, simpatizzava per il loro presidente Bruno Bernasconi e per il suo ex allenatore Beljin.
Il cuore per Claudio non poteva naturalmente essere messo da parte: la bandiera dell’ACB lo ha accompagnato sino alla sua ultima dimora.