Pochi, oggi, in Svizzera, metterebbero in discussione Murat
Yakin come selezionatore della Nati. Intendiamoci: l'ex tecnico di Basilea e
GCZ è andato incontro a qualche rovescio nel corso della sua esperienza, come
la bruttissima sconfitta per 6-1 contro il Portogallo in Qatar nel 2022 o la
retrocessione nel gruppo B della Nations League nel 2024. Tuttavia, in un
percorso che dura ormai da cinque anni (la nomina risale infatti al 9 agosto
2021), il tecnico ha ottenuto risultati davvero storici, come il raggiungimento
dei quarti di finale a Euro 2024, con tanto di eliminazione dell'Italia
campione in carica agli ottavi e resa ai vicecampioni inglesi soltanto ai calci
di rigore, nonché il recentissimo quarto di finale raggiunto agli ultimi
Mondiali di quest'estate, con un'eliminazione per mano dell'Argentina che ha
fatto molto discutere.
Di Yakin apprezzavamo anche il fatto di vederlo sugli spalti
degli stadi della Super League (lo ricordiamo un pomeriggio al Letzigrund per
uno Zurigo-Lugano, ma non era certo la prima volta), alla ricerca di giovani
talenti in fase di affermazione. E di ragazzi il nostro CT ne ha scovati
parecchi, tanto da poter dire che la sua selezione è probabilmente la più forte
della storia del nostro calcio. Ma non solo: può contare su una spina dorsale
composta da giocatori di grande interesse e con un futuro davanti a sé, oltre
che su un Manzambi che potrebbe diventare il primo vero fuoriclasse del calcio
rossocrociato: uno Zlatan Ibrahimović svizzero, per intenderci.
Premesso quanto sopra, non possiamo però che associarci a
quanto dichiarato ieri sera da Mattia Croci-Torti, a margine della sfida di
Conference League tra Lugano e Kauno Žalgiris. L'esclusione di Uran Bislimi
dalla convocazione in nazionale, nonostante sia uno dei protagonisti di questo
brillantissimo inizio di stagione del Lugano, in Svizzera e in Europa, è
sicuramente dolorosa. Lo è ancor di più se si considera la scarsa
rappresentanza di giocatori provenienti dalla nostra Super League in una
manifestazione come la Nations League, che dovrebbe servire anche a
sperimentare e a dare spazio ai talenti emergenti. Ovviamente, come sottolinea
il Crus, per Yakin parlano i risultati sul campo; tuttavia, scelte di questo
tipo penalizzano il nostro campionato e spingono paradossalmente i migliori a
trasferirsi all'estero, nella speranza di ottenere maggiore visibilità agli
occhi del selezionatore.
Le scelte sono state giustificate con la necessità di
disporre di giocatori dotati di maggiore esperienza internazionale. Tuttavia,
ha aggiunto il Crus, quando elementi come lo stesso Bislimi o Daniel Dos Santos
si esprimono a certi livelli nelle competizioni europee, varrebbe forse la pena
prenderli in considerazione. In passato capitava di veder convocati giocatori
che militano magari in campionati importanti, ma facendo la spola tra panchina
e tribuna. In Nations League, perché non provare invece un giocatore emergente
e continuo in Super League?
Ecco, ora che ci sono il nuovo stadio e la galleria di base
del San Gottardo, raggiungere la AIL Arena dalla Svizzera interna è diventato
semplicissimo. E, male che vada, i bianconeri saranno di scena al Letzigrund
tra poche settimane. Varrebbe la pena fare un salto a vederli dal vivo, magari.
Come già accaduto in passato.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)