FC Lugano
La Nati (ancora) priva di bianconeri
Pubblicato il 06.11.2026 09:08
di Silvano Pulga
Pochi, oggi, in Svizzera, metterebbero in discussione Murat Yakin come selezionatore della Nati. Intendiamoci: l'ex tecnico di Basilea e GCZ è andato incontro a qualche rovescio nel corso della sua esperienza, come la bruttissima sconfitta per 6-1 contro il Portogallo in Qatar nel 2022 o la retrocessione nel gruppo B della Nations League nel 2024. Tuttavia, in un percorso che dura ormai da cinque anni (la nomina risale infatti al 9 agosto 2021), il tecnico ha ottenuto risultati davvero storici, come il raggiungimento dei quarti di finale a Euro 2024, con tanto di eliminazione dell'Italia campione in carica agli ottavi e resa ai vicecampioni inglesi soltanto ai calci di rigore, nonché il recentissimo quarto di finale raggiunto agli ultimi Mondiali di quest'estate, con un'eliminazione per mano dell'Argentina che ha fatto molto discutere.
Di Yakin apprezzavamo anche il fatto di vederlo sugli spalti degli stadi della Super League (lo ricordiamo un pomeriggio al Letzigrund per uno Zurigo-Lugano, ma non era certo la prima volta), alla ricerca di giovani talenti in fase di affermazione. E di ragazzi il nostro CT ne ha scovati parecchi, tanto da poter dire che la sua selezione è probabilmente la più forte della storia del nostro calcio. Ma non solo: può contare su una spina dorsale composta da giocatori di grande interesse e con un futuro davanti a sé, oltre che su un Manzambi che potrebbe diventare il primo vero fuoriclasse del calcio rossocrociato: uno Zlatan Ibrahimović svizzero, per intenderci.
Premesso quanto sopra, non possiamo però che associarci a quanto dichiarato ieri sera da Mattia Croci-Torti, a margine della sfida di Conference League tra Lugano e Kauno Žalgiris. L'esclusione di Uran Bislimi dalla convocazione in nazionale, nonostante sia uno dei protagonisti di questo brillantissimo inizio di stagione del Lugano, in Svizzera e in Europa, è sicuramente dolorosa. Lo è ancor di più se si considera la scarsa rappresentanza di giocatori provenienti dalla nostra Super League in una manifestazione come la Nations League, che dovrebbe servire anche a sperimentare e a dare spazio ai talenti emergenti. Ovviamente, come sottolinea il Crus, per Yakin parlano i risultati sul campo; tuttavia, scelte di questo tipo penalizzano il nostro campionato e spingono paradossalmente i migliori a trasferirsi all'estero, nella speranza di ottenere maggiore visibilità agli occhi del selezionatore.
Le scelte sono state giustificate con la necessità di disporre di giocatori dotati di maggiore esperienza internazionale. Tuttavia, ha aggiunto il Crus, quando elementi come lo stesso Bislimi o Daniel Dos Santos si esprimono a certi livelli nelle competizioni europee, varrebbe forse la pena prenderli in considerazione. In passato capitava di veder convocati giocatori che militano magari in campionati importanti, ma facendo la spola tra panchina e tribuna. In Nations League, perché non provare invece un giocatore emergente e continuo in Super League?
Ecco, ora che ci sono il nuovo stadio e la galleria di base del San Gottardo, raggiungere la AIL Arena dalla Svizzera interna è diventato semplicissimo. E, male che vada, i bianconeri saranno di scena al Letzigrund tra poche settimane. Varrebbe la pena fare un salto a vederli dal vivo, magari. Come già accaduto in passato.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)